Umberto Adamoli
NEL TURBINIO D'UNA TEMPESTA
(DALLE PAGINE DEL MIO DIARIO. 1943/1944)


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     In nessuno di quei funzionari erano mai venuti meno quelle qualità, quel buon umore, quel fervore, che avevano costituito la loro caratteristica. Non nel vice Prefetto dott. Giuseppe Labisi, sempre presente, con l'arguto spirito siciliano, nel suo ufficio, in lotta con i decreti, che si susseguivano senza sosta, con le circolari, con le tante leggi, per il disbrigo delle ordinarie e delle straordinarie pratiche affidate al suo esame, alla sua particolare competenza. Non nel vice Prefetto ispettore dott. Gioacchino Rigucci, specie nella sua qualità di capo ufficio provinciale sfollati. Compassato, sempre raccolto e serio il dott. Carlo Capasso nella non facile carica di capo gabinetto, che assolveva, nella successione dei Prefetti, in mezzo alla tempesta, nel modo più encomiabile. Sempre bravo, nelle molte attività, il dott. Giulio Scaramucci, il consigliere intelligente, colto e sagace delle ore difficili. Sempre simpatico nella sua parlata e nel suo spirito napoletano, sempre ricco, sempre fecondo di operosità e di buon senso, il dott. Ettore De Rosa.

     Così tutti gli altri, dai subalterni, dai funzionari di ragioneria e d'archivio, di cui era capo il solerte signor Otello Mengone, a quelli delle diverse sezioni, ciò che costituiva davvero un vanto per la Prefettura di Teramo.
     E' doveroso accennare anche all'opera svolta dal Consiglio delle Corporazioni, diretto dal dott. Francesco Grue, con la preziosa collaborazione dell'avv. Vincenzo Cameli, e dalla Sezione dell'alimentazione, a capo della quale era il dott. Angelo De Victoris. Si deve principalmente al loro zelo se sul mercato giungevano, nel modo più largo e a prezzi più onesti, in ogni tempo, prodotti di ogni specie.


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Umberto