Umberto Adamoli
BERARDO DA PAGLIARA
(Dramma storico in quattro atti)


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     COLOMBA
     Nella solitudine meglio si sente l'anima divina, e noi lo sappiamo per esperienza, fratello. Ma per ristabilire sulla terra, nella sua pienezza, il regno di Dio, diversi sono gli ordini, nei quali operare. Agli uni è necessario il silenzio dell'eremo per far giungere l'invocazione all'Altissimo con la purezza delle stelle luminose; agli altri è necessaria la lotta per ricondurre sulla buona via, con la parola e con l'esempio, il gregge smarrito.
     Ognuno, quindi, nella santa ubbidienza, deve accettare la sua missione.

     BERARDO
     Se così è, sia fatta la volontà di Dio.

     CONTESSA
     Veggo, figliuoli, che la vostra anima è tesa verso più sublimi aspirazioni e che nulla ormai vi può trattenere dal seguire la luminosa via del Signore. Ancora vi benedice il mio cuore di madre che mai cesserà di palpitare per voi nelle ore dolorose dell'abbandono e dell'attesa.



     SCENA TERZA

     FAMIGLIO
     Il signor conte avverte che tra poco sarà qui con il barone Giangirolamo, giunto in visita da Interamnia.

     CONTESSA
     Una visita?

     BERARDO
     Noi andiamo, mamma.

     CONTESSA
     Andate pure...
     (Usciti i figliuoli la contessa s'avvicina al tavolo, prende i fiori e dice quasi a se stessa)
     Colomba... il fiore più bello tra tutti i fiori, anche tu lascerai questa casa per non più tornarvi...
     Oh! Signore, aiutami a soffocare l'angoscia che, in silenzio, mi dilania il cuore.

     (entrano il conte e Giangirolamo)

     GIANGIROLAMO
     (andando verso la contessa e inchinandosi)
     Saluto la gentile castellana del castello dalle mille leggende.

     CONTESSA
     Molto cortese. Siate il benvenuto.


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Umberto