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a cura di Federico Adamoli

Carlo Eugeni e la storia dello sport teramano


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Carlo Eugeni nel ricordo di Peppino Russo (*)
(da una lettera del 22 ottobre 2009)

     Ricordare un grande amico come Carlo Eugeni è per me un momento di grande commozione, dato l’affettuoso sodalizio iniziato nel lontano 1930 quali allievi e compagni nell’Accademia di Educazione fisica di Roma, inviati negli Stati Uniti per un corso di aggiornamento sui metodi americani di Bernarr Macfadden.
     Carlo Eugeni, in tutta la sua vita, è stato soprattutto un educatore appassionato e competente dell’atletica leggera, vista come sport completo.
     Così ricordo l’amico fraterno Carlo cui mi ha legato una affettuosa corrispondenza tramite lettere contenenti notizie, informazioni, critiche, statistiche del mondo dell’atletica italiana.
     Per l’atletica abruzzese, ma anche per l’atletica italiana, la sua scomparsa è stata una grave perdita, dati i valori morali e culturali di un uomo che dedicò tutta la vita alla diffusione tra i giovani della educazione fisica e sportiva.
     Sono ormai passati quasi ottant’anni dal giorno che ho avuto come amico sincero Carlo Eugeni e tuttavia, amo ripeterlo, è stato per me un fortunato privilegio. Egli lavorò in silenzio e in modestia a formare in Abruzzo, ma anche in tutta Italia, una vera cultura sportiva, quella di cui si è rivelata oggi una grande carenza. La tua memoria Carlo sarà a me sempre presente come un dono prezioso. [...]
     E desidero anche aggiungere una sintesi di quella nostra avventura statunitense, di quello straordinario viaggio di studio, perché tale fu in verità, che per noi, allievi dell’Accademia di Educazione Fisica di Roma, è stata una esperienza indimenticabile.

     (*) Giuseppe Russo (1913-2010) Dopo il diploma conseguito nel 1932 all'Accademia della Farnesina fu a lungo responsabile tecnico del settore velocità e salti della nazionale di atletica vivendo momenti storici della disciplina a fianco di colleghi del livello di Giorgio Oberweger e di Sandro Calvesi. Fu il maestro di Livio Berruti che condusse al successo della medaglia d'oro nelle Olimpiadi di Roma del 1960. Completò la sua opera pedagogica nell'ambito della Scuola dello sport e nel Centro Nazionale Libertas curando inoltre la produzione di numerose pubblicazioni sull'Educazione fisica e sull'avviamento dei giovani allo sport. (fonte: www.iltempo.it del 6/7/2010).