Giovanni Adamoli
L'allineamento monetario dell'ottobre 1936


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     La guerra dava un nuovo impulso e molto più considerevole ancora all'aumento delle spese pubbliche. Le spese militari si sono inalzate dal 1914-15 al 1918-19 di una cifra globale di 68.600 milioni di lire, cioè una media annuale dal 1915 al 1918 di 17.150 milioni di lire.
     Nello stesso tempo venendo meno le facoltà contributive delle nazione, lo Stato non poteva più far fronte alle spese straordinarie con le normali risorse: fu costretto quindi ad emettere prestiti in proporzioni fino allora sconosciute, gravando cosi i bilanci ulteriori di carichi considerevoli. L'ammontare del debito pubblico che era di 15.766 milioni di lire nel 1914 si è elevato a 71.471 milioni di lire nel 1918, con un aumento annuale medio di 13.926 milioni per i quattro anni di guerra. Il carico del debito pubblico che gravava per 568 milioni nel bilancio del 1914-15, ammontava a 2.624 milioni nel primo bilancio del dopo-guerra.
     Alla fine della guerra, durante i primi anni le spese aumentarono ancora: se diminuirono le spese militari aumentarono bruscamente le spese civili. Difatti esse subirono quest'andamento:

     I Governi successivi dovettero quindi ricorrere ancora ai prestiti, aggravando così sempre più i bilanci ulteriori.

Carico del debito pubblico sul bilanci in milioni di lire:

1918-19 - 2.624
1919-20 - 3.794
1920-21 - 4.105
1921-22 - 4.851

     A parte le conseguenze naturali della guerra, cioè lo sconvolgimento prodotto per il passaggio dall'economia di guerra all'economia di pace molte di queste spese sono da imputarsi ai regimi socialisti e democratici del dopo-guerra; difatti al di fuori di questi regimi "la liquidazione della guerra" poteva concepirsi in una misura molto meno onerosa e di gran lunga più. giusta: i ministri di quel tempo avevano la loro clientela parlamentare e questa a sua volta la clientela elettorale, e tutte queste cose messe insieme portavano a delle indennità forse un po' troppo scandalose....