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a cura di Federico Adamoli

Carlo Eugeni e la storia dello sport teramano


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     Grazie a lui, intrapresi la carriera scolastica e sportiva. Dopo 19 anni di atletica mi sono dedicato alla pallavolo, ma prima di lasciare ho allenato per circa due anni promettentissimi giovani fra i quali eccelleva Carlo Florimbi che ottenne il record abruzzese del lancio del martello. C’erano anche Giuliano Calilli, D’Egidio, Canzanese. L’ultimo contatto con la Federazione di Pescara l’ho avuto quando l’indimenticabile Pino Pecorale mi fece telefonare a De Luca, stasera qui presente, per inserire la gara del martello a Teramo, non prevista. Doveva servire a Florimbi quale tentativo per ritoccare il suo precedente record.
     Chiedo scusa per questo lungo intervento, ma era mio dovere ringraziare la memoria e la figura di Eugeni. Parlare di ciò che è stato è sempre troppo poco. Grazie, Carlo Eugeni.

     (Roberto Almonti) Grazie al professor Cancellieri. Prima di andare alle conclusioni, ho voluto lasciare per ultimo Italo Canaletti, presidente provinciale del Coni, perché ha avuto un rapporto speciale con Eugeni, e a livello affettivo ha probabilmente qualcosa di più per ricordare Carlo Eugeni.

     (Italo Canaletti) Buonasera a tutti. Ringrazio Montauti per questa idea, e gli faccio i complimenti. Si è detto tantissimo di Carlo Eugeni, ma se ne dovrebbe parlare ancora di più perché ha fatto per Teramo qualcosa di eccezionale: io l'ho avuto come insegnante, ed è stato il primo degli insegnanti di educazione fisica.
     Io non avevo nessuna qualità particolare per fare attività sportiva, però lui insegnava, a tutti, dagli ostacoli al lancio del peso... Lui faceva fare tutto. Ti dava l'inquadramento e gli elementi di base. Tutte le volte che si svolgevano le gare io andavo ad aiutarlo, e lui mi ha insegnato ad organizzare, aspetto per il quale mi sono ritrovato poi nell'ambito del Coni insieme a Marco Ettorre. Con Carlo Eugeni alla fine ho avuto un rapporto di amicizia: ogni tanto ci litigavo, perché lui era uno con le sue idee, e queste non si potevano discutere.