Franz Fichtner

Franz Fichtner


Franz Fichtner





Ricerche Storiche sui Fichtner e sui Clerici
di Augusto Fichtner

Prima parte

        La mia ricerca, durata 10 anni e non del tutto terminata, era all'inizio solo rivolta a risalire alle origini e alla storia della famiglia Clerici, da cui discendeva mia nonna paterna, e di cui si diceva - o lo si negava a seconda delle fonti – provenire dai nobili Clerici. Stranamente in questa ricerca mi sono trovato di fronte a innumerevoli ostacoli, sino ad avere la sensazione che ci fosse su questo nome una specie di damnatio memoriae; mentre pur "non volendo" fare delle ricerche sui Fichtner sembrava che una mano invisibile, mi conducesse, anche quando cercavo sui Clerici, verso i Fichtner.
        Io davo per scontato che i Fichtner provenissero da Vienna, e a partire dal mio bisnonno Franz non si poteva andare indietro, anche perché sarebbe stato necessario recarmi in quella città.
        Perciò non era mia intenzione intraprendere la ricerca da questo lato. Per comprendere il tutto, preciso che mio padre nacque quando mio nonno aveva 52 anni e morì pochi anni dopo, mio padre mi generò quando aveva 48 anni e morì quando ne avevo 18, perciò mi mancò la possibilità di avere delle notizie abbastanza attendibili; avevo due cugini, di cui il più piccolo nacque prima di me ed in questi giorni compie 90 anni! Anche lui rimase orfano quando era ancora piccolo, inoltre sia per i Fichtner che per i Clerici le poche notizie pervenutemi attraverso i cugini o erano inesatte o false.

Famiglia Fichtner

          Iniziai con l'andare all'archivio di stato di Milano per appurare se vi fosse documentazione che facesse menzione a mio bisnonno Franz, ma trovai solo la notizia che buona parte o tutti i dipendenti dell'imperial regia posta erano di origine croata, e quelli che rimasero dopo l'annessione della Lombardia al Piemonte mantennero il loro posto. Una curiosità: tutti i nobili milanesi dopo l'unità d'Italia si affrettarono a farsi riconoscere i titoli e le onorificenze ricevute dall'Austria! Con l'intento di cercare notizie sui Clerici, un giorno mi recai alla Biblioteca Trivulziana, presso il Castello Sforzesco di Milano, dove trovai - cosa rara - il personale estremamente gentile e disponibile: mi fu indicato un registro che aperto era quasi due metri di lunghezza, ed il cui titolo era: “Abitanti di Milano dal 1815 al 1866”. Era una specie di compendio di stato di famiglia certificato di nascita, con diverse notizie, ed era fatto a caselle, con intestazione: abitazione, professione, nome dei genitori ecc. Questo registro era stato scritto in più anni, a più mani, ed accanto a ogni nome vi erano più annotazioni, alcune anche di non facile interpretazione. Trovando una notizia strana chiesi il parere ad un'addetta, la quale mi fece notare che essendo scritto a più mani a volte si incorreva in errori, oppure l'annotazione si riferiva al nome precedente o successivo.
        Non trovando nulla su Cesare Clerici (solo in questo momento mi sorge il dubbio che forse per i nobili vi fosse un'altro registro) quasi inconsciamente andai sotto la lettera F, e il primo nome che vi trovai fu proprio Fichtner, così scoprii quanto segue.
        Non mi dilungherò sui dettagli del registro: scoprii che Franz Fichtner giunse a Milano negli anni 20 dell'ottocento, con il padre di nome Michele e una sorella di nome Teresa, che i Fichtner erano di origine boema, e che giunsero a Vienna subito dopo l'assedio della città da parte dei turchi, e furono al servizio della corte imperiale come staffieri. Il nome Michele fu dato spesso ai figli o alle figlie o come primo nome o come secondo o terzo, e l'ultimo a portarlo fu mio padre. Naturalmente vi era una riga per ogni nome, e come accennato, alcune annotazioni non erano chiare, ad esempio, vicino al nome di mio nonno Antonio vi era l'annotazione Ofeliere che è una italianizzazione del dialetto milanese Ofelèe che significa pasticcere, ma se si riferiva a mio nonno, lui di professione era farmacista, mentre quella del mio Bisnonno non l'ho mai saputa, ma quella riportata non lo era sicuramente, per i motivi che dirò più oltre. A conferma che alcune annotazioni erano sbagliate, in due pagine separate appare il nome di mio nonno, e nella prima di esse i dati sono corretti, ad eccezione dell'attività svolta, nella seconda addirittura risulta morto il giorno prima di nascere! 
         Sull'attività svolta dal mio bisnonno non sono riuscito a trovare nulla, ma sicuramente aveva incarichi importanti che gli permettevano una vita agiata: abitava in foro Bonaparte, dove gli appartamenti  sono sempre stati lussuosi, e sicuramente frequentava un certo ambiente, aspetto che deduco da alcuni fatti e oggetti come i vestiti indossati nelle foto che allego, in particolare quella della moglie (che era milanese), portati con estrema disinvoltura e non certamente per l'occasione della foto (quella della moglie purtroppo si vede poco, mentre l'elmo che appare è da generale di corpo d'armata del periodo Umbertino, ed era dello zio di mia nonna, Giuseppe Casati); mio bisnonno è in frak e sembra che voglia mettere in evidenza il fiocco che porta sulla spalla sinistra.
        Quando l'Austria fu costretta ad abbandonare la Lombardia, egli si trasferì nel Veneto. Aveva tre figli, un maschio e due femmine: il maschio e la figlia chiamata Anna rimasero a Milano, poiché la figlia era sposata con un industriale milanese, mentre il figlio studiava dai Barnabiti. La figlia di nome Michelina seguì invece i genitori e sposò il conte di Colbertaldo (le foto, gli studi dei figli e le nozze della figlia con un nobile, mi fanno pensare all'appartenenza ad un ceto elevato).
        Quando nel 1866 l'Austria perse anche il Veneto, Franz si trasferì a Vienna ma dopo la pensione tornò a Milano dove morì e fu sepolto. Leggendo l'annuncio funebre di Franz, sono venuto a conoscenza di un mistero che non sono e non sarò in grado di svelare, precisamente l'annuncio recita: “Antonio, Francesco, Anna, Michelina Fichtner annunciano con i generi e la nuora ecc.” Da come è scritto questo Francesco è un Fichtner, ma chi era? Mio cugino novantenne non ne ha mai sentito parlare!
        Su mio nonno ho già scritto in precedenza, mentre sulla giovinezza di mio padre, almeno sino al matrimonio con mia madre sapevo poco o nulla, se non che fu messo abbastanza presto in collegio presso i padri Barnabiti, che aveva partecipato alla Prima Guerra Mondiale, ma nulla di più.
        Venne il momento di mettere le mani sull'archivio della famiglia, e ricordo il modo strano in cui ne entrai in possesso: quando cambiammo casa, mio padre molto probabilmente per il trasporto sistemò tutto in una enorme cassa che finì in fondo al garage; mio padre poco dopo morì e così, come credo succeda spesso, sopra di essa si accumulò altra roba che finì nel dimenticatoio. Nel 2002, entrando in garage con la vettura, andai a sbattere contro la cassa, che si ruppe facendo fuoriuscire dei documenti. Così scoprii l'archivio! Consultandolo appresi che mio padre fu arruolato nel 1917 nella Brigata Aosta, combatté sul Grappa in occasione dell'ultima offensiva austriaca del 1918, fu ferito e congedato nel settembre dello stesso anno. Di questo periodo trovai centinaia di cartoline postali inviate a mia nonna dal fronte, da mio zio Ugo, mentre riguardo a mio padre trovai solo una lettera di mia nonna, quando era in addestramento a Sampierdarena, dove vi è la famosa frase: “Sì uomo forte e coraggioso, Guido è in salvo non ti crucciare di Lui scrivigli sempre allo stesso indirizzo”. Di lettere di mio padre e di mio zio Guido a mia nonna non ve n'è traccia. 
        Come accenno, mio bisnonno aveva una sorella di nome Teresa, e dal registro di cui sopra risulta che sposò un tale di nome Giuseppe Kohlschitter; ebbero tre figli, due femmine ed un maschio. Le notizie che seguono sono in parte tratte da una pubblicazione edita ai primi del 900 ed in parte sono state fornite da un nipote; alcune riguardano la vita prima della venuta in Italia, ma credo in buona fede che non siano esatte. 
        Pochi giorni prima di Natale, casualmente digitando questo nome su Virgilio appresi quanto segue: Giuseppe anch'esso boemo il cui padre, che il nipote afferma essere stato un minatore dal fatto che la zona di provenienza era ricca di miniere (?), controvoglia lo autorizzò ad andare a Praga ad imparare l'arte dell'orologiaio la scuola durava 5 anni, Giuseppe a causa della sua non comune intelligenza si diplomò in solo 3 anni esercitando tale attività a Praga a Vienna a Venezia ed in altre città tedesche; la madre lavorando alla corte imperiale (con quale mansione? forse era anche abbastanza ben introdotta per quanto segue, e il padre? non se ne parla) al momento del servizio militare, lo fece nominare palafreniere di Francesco Giuseppe.  
        Nel 1837 si trasferì a Milano dove fu nominato meccanico e orologiaio dell'osservatorio di Brera; il suo compito era non solo di eseguire la manutenzione delle apparecchiature, ma di inventarne delle nuove, perciò credo che il diploma conseguito fosse da considerarsi una laurea in ingegneria. Con l'unità d'Italia, non solo mantenne il suo posto ma progettò numerosi strumenti nautici per la Regia Marina, per la marina inglese e collaborò con la neo costituita società San Giorgio, dove purtroppo non procedette a far brevettare le sue invenzioni. Alla sua morte fu sepolto nel cimitero monumentale, dove la società San Giorgio provvide a far realizzare sulla tomba una sua statua a grandezza naturale, con ai piedi i simulacri dei suoi strumenti. Oggi il monumento non esiste più e le sue ossa riposano nell'ossario del Monumentale. 

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[ Indice Famiglia Fichtner ]




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