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Venti anni dopo (volume 3)

Alessandro Dumas (padre)
Fratelli Treves Editori, 1929, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 75 — .
   glese; credetti che non mi sarei più raccapezzato ; invece eccomi qua.
   — Ma d'Artagnan,--disse Aramis, — non l'avete visto,
   non gli sarà accaduto nulla?
   — Siamo stati separati dalla folla, — disse Porthos, — e per quanto mi sia sforzato, non potei più trovarlo.
   — Oh, — disse Athos con amarezza, — io l'ho veduto, era in prima fila tra il popolo, collocato mirabilmente perchè nulla gli sfuggisse; e siccome in fin dei conti lo spettacolo era curioso, avrà voluto vedere tutto fino alla fine.
   — Oh ! conte de La Fère, — disse una voce calma, benché soffocata da una corsa precipitosa, — siete voi ohe calunniate gli assenti?
   Questo rimprovero colpì Athos al cuore. Comunque siccome l'impressione che gli aveva causata d'Artagnan che s'era posto in prima fila tra quel popolo stupido e feroce, era profonda, si contentò di rispondere :
   — Io non vi calunnio, amico mio. Qui si era inquieti per voi, ed io ho detto dove eravate. Voi non conoscevate il re Carlo, non era che un estraneo per voi, e voi non eravate obbligato ad amarlo.
   E così dicendo, stese la mano al suo amico.
   Ma d'Artagnan finse di non vedere il gesto di Athos e tenne la mano sotto il mantello.
   Athos lasciò ricadere la sua lentamente.
   — Auf ! sono stanco, — disse d'Artagnan, e si sedette.
   — Bevete un bicchiere di Porto, — disse Aramis prendendo una bottiglia sur un tavolo, e riempiendone un bicchiere: — bevete, che vi farà bene.
   — Sì, beviamo, — disse Athos, che sensibile al malcontento del Guascone, voleva fare un brindisi con lui, — beviamo e abbandoniamo questo abbominevole paese. La feluca ci aspetta, lo sapete, partiamo stasera, non abbiamo più nulla a far qui.
   — Avete ben fretta, signor conte, — notò d'Artagnan.
   — Questo suolo insanguinato mi brucia i piedi, — disse Athos.
   — La neve non fa quest'effetto a me, — disse tranquillamente il Guascone.
   — Ma cosa volete che facciamo qui ora che il re è morto ?
   — Però, signor conte, — disse d'Artagnan con noncuranza, — voi non vedete che ci sia ancora qualche cosa da fare in Inghilterra?