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E però sono contentissima di potervi dare questa pubblica prova della mia stima e della mia riconoscenza.
— Permettete, madama, di farne parte al mio amico, antico moschettiere della compagnia di Tréville, al pari di me (e fece spiccare queste parole) e che operò cose meravigliose .
— Il suo nome ? — domandò la regina.
— Fra i moschettieri, — disse d'Artagnan, — chiama-vasi Porthos (la regina trasalì), ma il suo vero nome è il cavalier du Vallon...
— Di Bracieux di Pierrefonds, — aggiunse Porthos.
— Questi nomi sono troppi per potermeli ricordare tutti, e non voglio sovvenirmi che del primo, — disse gentilmente la regina.
Porthos s'inchinò, e d'Artagnan fé' due passi indietro. In quel momento venne annunciato il Coadiutore.
Fu un grido di sorpresa nella reale assemblea. Quantunque il signor coadiutore avesse predicato quella mattina stessa, sapevasi ch'ei propendeva moltissimo per la Fronda, e Mazarino, domandando all'arcivescovo di Parigi di far predicare suo nipote, aveva avuto evidentemente l'intenzione di portare al signor de Retz una di quelle botte all'italiana, che tanto lo divertivano.
Difatti all'uscir dalla chiesa di Nostra Donna, il coadiutore aveva appreso l'avvenimento. Quantunque un po' ingolfato nei principii frondisti, non lo era però in modo da non abiurare siffatte idee qualora la Corte gli offrisse i vantaggi a cui aspirava, e ai quali la coadiutoria non era che un avviamento. De Retz voleva essere arcivescovo in sostituzione allo zio cardinale come Mazarino. Ora il partito popolare difficilmente poteva accordargli questi favori tutti reali. Recavasi dunque al palazzo per complimentare la regina sulla battaglia di Lens, risoluto ad agire a prò della Corte o contro di essa a tenore del modo, col quale le sue congratulazioni sarebbero accolte. Il Coadiutore fu dunque annunciato, ed al suo cospetto tutta quella Corte trionfante raddoppiò di curiosità per udirne le parole.
Il Coadiutore aveva da 6olo press'a poco tanto spirito quanto potessero vantarne tutti quelli che s'erano uniti con la buona intenzione di ridersi di lui. E però il suo discorso fu condotto con tanta abilità che, per voglia che i presenti avessero di ridere, nessuno potè trovarvi argomento. Terminò dicendo che offriva il suo modesto valore in servigio di Sua Maestà. La regina parve, per tutto il