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Venti anni dopo (volume 2)

Alessadro Dumas (padre)
Fratelli Treves Editori Milano, 1929, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 145 — ¦ :
   __ g© la erodo! ne sono sicuro; se non fosse questo vi ' ingrazierei, perchè infine avete lavorato per noi. Io dunque vi rimprovero in suo luogo, il rimprovero sarà più dolce, credetemi; mi valgo, caro figliuolo, del privilegio accordatomi dal vostro tutore.
   __ISTon vi capisco, — disse Raoul.
   D'Artagnan si alzò, corse allo scrittoio prese una lettera e la presentò a Raoul.
   Appena il giovine ebbe percorso quel foglio i suoi occhi si turbarono.
   _ Oh, mio Dio! — diss'egli levando i begli occhi umidi
   di lagrime su d'Artagnan. — Il conte è dunque partito da Parigi senza venire a trovarmi ?
   _ Partì quattro giorni or sono, — disse d'Artagnan.
   _ Ma pare dalla sua lettera, che vada incontro ad un
   pericolo mortale.
   — Oh! pericolo di morte! No, no, siate tranquillo! Viaggia per affari, e ben presto lo rivedrete; non avrete ripugnanza, spero, ad accettarmi, per interim?
   — Oh, no, signor d'Artagnan, — disse Raoul, — voi siete un prode gentiluomo ed il conte di La Fère vi ama tanto !
   — Ebbene, amate pure me ; io non vi darò fastidio, ma a patto che voi siate frondista, mio caro amico, e molto frondista.
   — Ma, poss'io continuar a veder madama di Chevreuse?
   — Lo credo bene, perdio ! ed anche il signor coadiutore e madama di Longueville; e se ci fosse il signor di Broussel che voi storditamente avete contribuito a far arrestare, io vi direi: Fate subito le scuse al signor di Broussel e abbracciatelo e baciatelo sulle guancie.
   — Ebbene, signore, vi obbedirò, benché non vi comprenda molto.
   — È inutile che comprendiate.
   — Oh, — continuò d'Artagnan, volgendosi verso la porta che si apriva ; —ecco qua il signor du Vallon, co' suoi abiti
   tutti lacerati.
   — Sì, ma in ricambio, — disse Porthos tutto grondante di sudore e sporco di polvere, — in cambio ho lacerato molte pelli. Quegli straccioni volevano rubarmi la spada. Canchero ! che sommossa ! ma ne ho ammazzati più di venti col porno di Belisarda. Un dito di vino, d'Artagnan.
   •— Mi rimetto a voi, — disse il Guascone empiendo il
   Duìias. Venti anni dovo. — Il
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