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I moschettieri partirono e d'Artagnan stette solo con
__Ora 6tate male? — gli disse.
_ Ho la testa pesante, che mi brucia.
___ Che vuol dire ciò? — disse d'Artagnan levandogli il cappello- — Ah, una contusione!
__ Sì, mi fu buttato, credo, un vaso di fiori sulla testa.
— Canaglia! Ma avete gli sproni; eravate dunque a
cavallo?
_ Sì, ma ne sono disceso per difendere Comminges, e
il mio cavallo fu preso : e guardate, eccolo.
E in quel punto medesimo il cavallo di Raoul passava, salito da Passerotto che correva a galoppo, agitando il suo berretto di quattro colori e gridando:
_ Broussel ! Broussel !
_ Fermati, mariuolo, — gridò d'Artagnan, — conduci
qui quel cavallo.
Passerotto aveva capito benissimo ; ma fe' mostra di non intendere, e procurò continuar la sua strada.
D'Artagnan ebbe voglia di correre contro Passerotto, ma non voleva lasciar solo Raoul; si contentò di prendere dalle fonde una pistola e caricarla.
Passerotto aveva l'occhio vivo, l'orecchio fino, vide il movimento di d'Artagnan, udì lo strepito del cane della pistola, e fermò di botto il cavallo.
— Ah, siete voi, signor ufficiale? — gridò venendo a d'Artagnan, — son ben contento d'incontrarvi.
D'Artagnan guardò Passerotto con attenzione e riconobbe il giovane della via della Calandra.
— Ah sei tu, furfante; vieni qui.
— Sì, son io, signor ufficiale, — disse Passerotto con quella sua aria furbesca.
— Hai cambiato mestiere? non fai più il corista? non sei più garzone di taverna ? Fai il ladro di cavalli adesso ?
— Oh, che dice mai, signor ufficiale? io cercavo anzi del gentiluomo a cui appartiene questo cavallo, un bel cavaliere, prode come un Cesare.
Quindi, fingendo di vedere Raoul per la prima volta:
— Oh, ma non m'inganno, eccolo. Voi, signorino, non dimenticherete il buon garzone qui presente, non è vero ?
Raoul mise mano alla saccoccia.
— Che fate? — domandò d'Artagnan.
— Dò dieci lire a questo bravo ragazzo, — rispose Raoul, traendo una doppia di tasca.