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Venti anni dopo (volume 1)

Alessandro Dumas (padre)
Fratelli Teves Editori Milano, 1929, pagine 264

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   andrebbe fino a Dammartin ove s'incrociano due strade, l'una che va a Soissons, l'altra a Compiègne; là s'informerebbe della terra di Bracieux e secondo la risposta tirerebbe dritto, o volgerebbe a sinistra.
   Planchet che non si era ancor del tutto rassicurato di aver abbandonato quel luogo pericoloso, dichiarò che seguirebbe d'Artagnan fino in capo al mondo, tanto se prendesse a destra come se andasse a sinistra. Soltanto lo pregò di partire alla sera, dato che l'oscurità presenta più garanzia. D'Artagnan gli propose allora di prevenire sua moglie per rassicurarla almeno della sua sorte; ma Planchet rispose con molta sagacia che era ben certo che sua moglie non sarebbe morta d'inquietudine per non sapere dov'era, mentre che, conoscendo quanto fosse irrefrenabile la di lei lingua, egli Planchet, sarebbe morto d'inquietudine se essa lo avesse saputo.
   Queste ragioni parvero tanto saggie a d'Artagnan, che egli non insistette oltre, e verso le otto di sera, mentre la nebbia cominciava a farsi folta nella strada, egli partì dall'albergo della Capretta, e seguito da Plaaichet uscì dalla capitale, dalla porta S. Dionigi.
   A mezzanotte i due viaggiatori erano a Dammartin. Era troppo tardi per domandare informazioni. L'albergatore del Cigno della Croce, era a letto. D'Artagnan rimise quindi la cosa all'indomani.
   Il giorno dopo chiamò l'oste. Era uno di quegli scaltri Normanni che non dicono nè di sì nè di no, e che temono sempre di compromettersi rispondendo alle domande che vengono loro rivolte; avendo solo compreso che doveva andar sempre diritto, d'Artagnan si mise in viaggio su quelle indicazioni abbastanza equivoche. Alle nove del mattino, egli era a Nanteuil ; colà si fermò per far colazione.
   Questa volta l'oste era un franco e cortese piccardo, che rinvenendo in Planchet un compatriota, non fece alcuna difficoltà a dargli le spiegazioni che desiderava. La terra di Bracieux era a qualche lega da Villers-Cotterets.
   D'Artagnan conosceva Villers-Cotterets per avervi seguito due o tre volte la corte, poiché in quella stagione Villers-Cotterets era una residenza dei re.
   S'incamminò dunque verso quella città, e discese al suo albergo abituale, vale a dire al Delfino d'oro.
   Colà le indicazioni furono soddisfacenti. Egli apprese che la terra di Bracieux era a quattro leghe da quella città, ma che non era colà che doveva cercare Porthos. Co-