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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   LIBRO PRIMO
   Circa il movimento dei salari e l'esistenza dei super-salari che permettono all'operaio eli formarsi una famiglia (considerando il salario quale compenso all'operaio, compenso corrispondente al costo della vita, in un ambiente civile) v' ha chi sostiene che tali colleganze operaie sono inutili, perchè ogni aumento di salari, provocando un'aumento elei generi indispensabili all'esistenza, gli operai si trovano, dopo poco avvenuto l'aumento, nelle stesse condizioni di prima. Certo che la statitica del movimento dei salari in denaro poco serve, giacché per vedere se è migliorata la condizione degli operai dovremmo avere la statistica dei salari in natura.
   L' unionismo operaio voleva aumentare la quota dell' operaio togliendola al capitalista, invece il capitalista, tale aumento, riversa sui consumatori. Poteva l'unionismo aumentare detta quota aumentando la produzione, invece, colla riduzione delle ore eli lavoro, 1' ha diminuita.
   L' unionismo è solo riuscito ad accrescere il salario apparente degli organizzati a danno elei non organizzati, esposti alla disoccupazione, e degli operai intellettuali. Se la condizione degli operai è migliorata, sembra conseguire più dall' aumento di capitale (dal 1870 al 1910 il valore delle macchine e strumenti
   Neil' ultimo anno, cui risale la statistica, nella sola Germania erano 9 milioni, 8 nell' Inghilterra, oltre 5 milioni e mezzo negli Stati Uniti americani e 2 milioni e mezzo in Francia, in Italia 1.800.000. Seguivano l'Austria e il Belgio con 700 mila ciascuno, 1' Ungheria con 500.000, con oltre 300.000 la Svezia e il Canada, con più di 200.000 la Svizzera e la Spagna, poco più di 100.000 la Norvegia e la Nuova Zelanda, poco meno di tal cifra la Finlandia e la Jugoslavia. Dal 1910 al principio del 1920 complessivamente il numero degli operai sindacati era triplicato e ascendeva alla cospicua somma predetta di 32 milioni e mezzo. E si noti che nel calcolo non sono compresi la Russia bolscevica, dove tra la disorganizzazione universale non manca qualche mal composta organizzazione di lavoratori ; neppure son compresi la Cina ed il Giappone, nel qual ultimo paese, non ostante il divieto d' istituire sindacati operai, parecchi se ne sono istituiti in questi ultimi tempi. Negli anni 1920-21 e fin oggi la crisi che imperversa sulla produzione non ha mancato di cagionare un'arresto nella progressiva ascensione dei sindacati; ma alla sosta seguirà indubbiamente la ripresa di un movimento che è doveroso vigilare e guidare e che nella stessa sua forza troverà dei temperamenti, ma certamente non andrà declinando.