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con tutto che la sua borsa non fossp molto gaia, come quella in generale di tutti i poeti, si offrì pronto a pagare per la fantesca e cosi fece in effetto, nonostante i segni di resistenza, gli ammicchi e le strizzate d'occhio della scaltra donna. Non erasi appena il postino dilungato alcuni passi, che la fantesca disse al poeta com'egli avesse sciupato senza alcun prò uno scellino, e ch'ella aveva letto tutto quel ch'era scritto nella lettera, essendoché la si fosse intesa col fratel suo di vergare alcuni segni convenzionali sulla sopraccarta, lasciando l'interno in bianco. Dopo aver veduto codesti segni, ella aveva rifiutato naturalmente la lettera risparmiando il grave costo. « Noi siamo cosi poveri, conchiuse la fantesca, che non possiamo sopportare codesta spesa ed abbiamo concertato codesta malizia per aver nuove l'uno dell'altro senza spender nulla ».
Molte altre astuzie simili a queste, inventate per eludere la sjiesa enorme della posta, suggerirono a Rowland Hill l'idea della sua famosa riforma postale. Egli studiò a fondo le anomalie del sistema vigente, e trovò, fra le altre cose, che, mentre il trasporto di una lettera da Londra ad Edinburgo non costava al governo la nona parte di un fartking (nemmeno un centesimo), si faceva pagare al buon pubblico più d'uno scellino (L. 1,25); dall'altra parte, certe lettere di cui il trasporto costava cinquantar volte più di quello di una lettera ad Edinburgo, erano tassate dieci pince (L.*l) soltanto. Egli trovò che, ben lungi da dipendere dalla distanza, il costo di trasporto d'ogni lettera non aveva alcuna relazione con essa; e in circostanze siffatte osò proporre arditamente, in un opuscolo notevole per la sua originalità e logica stringente, che il costo di trasporto di tutte le lettere in tutte le parti dell'Inghilterra fosse fissato uniformemente ad un penny (10 cent.). Era questa la prin-