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LXIV.
Sir Rowland Hill e la riforma postale.
É noto come la maggiore o minore quantità di Ietterò che si scrivono e si spediscono in una nazione sia un indizio, non solo della maggiore o minore istruzione e coltura, ma ben anco della maggiore o minore attività industriale e commerciale di essa nazione. La statistica dimostra che i popoli i quali spediscono un maggior numero di lettere sono i più colti, i più commercianti e i più ricchi, testimonio l'Inghilterra il paese ove si registra il maggior numero di lettere.
Tale non era però il caso in addietro e prima della gran riforma postale introdotta da Sir Rowlar.d Hill, riforma imitata poi con loro grande vantaggio dagli altri popoli. 11 caro prezzo che esigevasi pel trasjwrto delle lettere faceva sì, che non solo so ne spedissero poche, ma che si ricorresse ad ogni maniera di gherminelle per frodar la posta. Ne è una prova il seguente •aneddoto del poeta inglese Coleridge, attribuito da alcuni allo stesso Rowland Hill.
Viaggiando per ire a visitare i suoi due amici e celebri poeti anch'essi, Southey e Wordsworth che abitavano in una*regione alpestre e sparsa di laghi, Coleridge si fermò un giorno in un osteria lungo la strada, nel mentre appunto il postino campestre consegnava una lettera alla fantesca dell'osteria. Dopo aver rivoltato su e giù la lettera esaminandola minutamente, la fantesca chiese al postino la spesa, e dettola, uno scellino, sospirò profondamente e gliela restituì dicendo ch'ella era troppo povera per potere sborsarlo. Il poeta,