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di aggiungere il fosforo, s'incorpora la sabbia bua c la sostanza colorante con la colla o la gomma; appresso stendesi l'intriso ben battuto in emulsione e raffreddo sur una tavola metallica con l'aiuto di un regolo. Questa tavola metallica è riscaldata siuo alla temperatura di 30 gradi a un incirca, mercè un bagnomaria posto dissotto. I fiammiferi intinti di solfo iinmergonsi in questa pasta affinchè ne rimangano impregnati. Ciò fatto, si collocano verticalmente od orizzontalmente i quadri contenenti i fiammiferi fra due regoli di appoggio, affinchè il prosciugamento cominci all'aria. Esso si compie poi alla stufa riscaldata regolarmente, mediante una circolazione di vapore o d'acqua calda, dacché i cannelli delle stufe, riscaldando sempre certi fili d'aria ad una temperatura elevata, appiccano spessg fuoco ai zoltanolli.
Fu anche trovata la maniera di fabbricare i fiammiferi senza zolfo per evitare l'odore spiacevole dell'acido solforoso. A tal fine prosciugasi siuo alla combustione l'estremità degli stecchini posti sur una lastra di metallo riscaldata; appresso, pongonsi in un bacino contenente uno strato sottile d'acido stearico strutto.
Hawi anche un'altra specie di fiammiferi che porgono il vantaggio di durare accesi alcuni minuti tenendo le veci di candelina. Cento o duecento stoppini, composti di filaccia di cotone non rattorta, svolgonsi da un cilindro divisi e ripartiti da un pettine. Essi passano in un bagno di cera strutta e per una filiera che spiana lo strato di cera. Un coltello meccanico recide con un colpo tutte queste candeline secondo la lunghezza voluta; appresso, le s'intingono nella suddetta pasta infiammabile come i fiammiferi di legno.
Prodigiosa è la celerità onde i ragazzi e le ragazzo riempiono di fiammiferi gli scatolini e gli astucci in