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Storia popolare del progresso materiale negli ultimi cento anni

Gustavo Strafforello
Unione Tipografico-Editrice Torino Napoli, 1871, pagine 319

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   - 17'i —
   eleganti furono in voga per qualche tempo; ma bisognava fare un passo innanzi. Gli inventori in questo ramo d'industria avvisarono che bisognava far piazza pulita di ampollette, acidi, tubi, stantuffi, di ogni cosa insomma di natura complessa e trovare uno zolfanello che si accendesse per semplice sfregamento. Questo passo fu fatto e lo zolfanello accendibile per semplice sfregamento o fiammifero inaugurò il suo regno universale nel mondo verso il 1832 e forse anche un po' prima.
   Non si conosce precisamente l'autore di questa grande invenzione. In Alemagna la si attribuisce a certo J. F. Kammerer, morto nel 1857 nel manicomio di Ludwigsborgo; in Inghilterra, ad un farmacista di Stockton, di nome J. Walker. I primi fabbricanti in grande di fiammiferi furono Romer (l'inventore degli stecchini di legno) e Preschei di Vienna. D'allora in poi la fabbricazione dei fiammiferi prese in ogni dove uno sviluppo prodigioso.
   Il taglio degli stecchini di legno, per lo più d'al-lierello o di pino giallo senza nodi, si fa mediante un meccanismo complicato e con istrumenti taglienti nella^ maniera seguente. I tronchi di legno scelto vengono tagliati rapidamente da seghe circolari in pezzi lunghi circa quattro pollici e collocati in una macchina di struttura ingegnosissima. Cinquanta o sessanta coltelli o lancette sono innestate coti le loro punte in fila ed a distanze uguali al volume ordinario di uno stecchino. Questi coltelli, mediante un leggiero movimento del rocchio in cui sono innestati, fanno cinquanta o sessanta tagli sulla superficie del pezzo di legno, mentre una lunga lama acuta, discendendo in altra direzione, recide una fetta intiera dal pezzo di legno. I movimenti della macchina sono cosi ben disposti che le