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Storia popolare del progresso materiale negli ultimi cento anni

Gustavo Strafforello
Unione Tipografico-Editrice Torino Napoli, 1871, pagine 319

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — Iti 176 —
   ammette alcun paragone. Le candele dei fratelli Lanza di Torino gareggiano eon le migliori. In altre parti della penisola se ne fabbricano pure di assai pregiate.
   Le candele, conosciute in commercio col nome di candele steariche, non sono fabbricate colla stearina, come credono erroneamente alcuni, bensì coll'acido stearico, come ho detto, il quale si ottiene mediante la saponificazione di quella sostanza. Le materie grasse che meglio convengono alla preparazione delle candele steariche, secondo l'antico metodo di fabbricazione, sono i sevi della pecora, del montone e del bue; le altre sono di un prezzo troppo elevato o contengono poca stearina perchè se ne possa trar partito.
   Fra i molti nuovi trovati per l'illuminazione non vuoisi dimenticare l'olio di paraffina (da parum a/finis, poco affine, nome datogli dal suo inventore Rei-chenbach) che si distilla principalmente dal carbone bituminoso a lento fuoco ; giacché, se si trascorresse ad una più alta temperatura, gli elementi si convertireb-in gas e naftalina. La paraffina dà una luce bianca e brillante e più a buon mercato d'ogni altro agente illuminante, il gas eccettuato. Essa non è però priva d'inconvenienti. L'odore di quest'olio è sommamente offensivo, quantunque, se maneggiato a dovere, non emetta odore durante la combustione; ma, quel ch'è più serio, esso va soggetto ad esplodere cagionando accidenti fatali. Dalla distillazione della torba, come anche da certi petrolii, si estrae una materia solida, bianca perlacea, la quale è conforme alla paraffina distillata dalla cera, e di cui al presente si fa grande uso nell'industria delle candele per farne candele somiglianti alle steariche e di maggior bellezza. In fatti, questa qualità di candele è molto stimata perchè dà bellissima luce senza fumo ed altri inconvenienti.