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Per la storia di un'anima
Biografia di Giacomo Leopardi
Ciro Annovi
S. Lapi Tipografo Editore Città di Castello, 1898, pagine 232

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Ma la decrepitezza di quell'uomo fu distinta da uno indebolimento cerebrale, documentato dal Parere freniatrico del Direttore Medico del Manicomio di Noce-ra (Ridella, 444-95) e sottoscritto dai più illustri alienisti italiani; e che si vuole di più, per perdonare ad Antonio Ranieri la pubblicazione del suo Sodalizio?
   Dunque su questo argomento è detta l'ultima parola; la quale non toglie però una dramma alla benemerenza, cui han diritto Antonio e Paolina Ranieri.
   3. — Sotto la cura del dott. Mannella, coadiuvato dal dott. Postiglione, Egli passava il 1835 benino; però gli amici conducevano una vita piena di trepidazioni, temendo qualche terribile recidiva. Molto più per qualche disobbedienza alle prescrizioni mediche, tanto facili in simili casi, o perchè i malati risentono la privazione delle più piccole sodisfazioni, o perchè vi sono portati dalle smanie spasmodiche de' loro visceri.
   In quell'anno, il Leopardi fu visitato dal cugino Matteo Antici, che fu lungamente a Napoli, a tenergli buona ed assidua compagnia (Ridella, 364).
   Profittava della salute, per riordinare la ristampa delle sue Opere, e metterne in carta qualche nuova.
   Aveva cominciato a comporre i Paralipomeni della Batracomiomachia, che è un poemetto bello e buono, e molti Pensieri, cioè osservazioni morali sui costumi degli uomini.
   Gli accadde, che l'editore napoletano Saverio Sta-rita, mancò agl'impegni contratti, cosa che lo disgustò assai. Avea pattuito di fare tre volumetti, escludendo (eccetto poche pagine) le sue cose giovanili, e componendoli degli scritti maturi e di cose inedite, e vennero fuori solo i primi due, con un manifesto pieno di sciocche esagerazioni e con la più infame edizione di carta, di caratteri e d'ogni cosa.