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i Canti, editi nel 1836 dallo stesso editore con accrescimenti. Così pure l'interpretazione del Petrarca, accuratamente riveduta e corretta, preceduta da una prefazione nuova e stampata dal Passigli tre anni appresso, deve avergli fruttato alcun che. S'aggiungi che il contratto (Antona-Traversi, Docum.) stipulato col-l'editore Saverio Starita di Napoli in data 8 luglio 1835, ci dice, che pei primi 2 volumetti gli furono pagati 5 ducati per ogni foglio.
Altri 40 ducati riscosse dal dr. Pietro Manni, romano, per la cessione del manoscritto originale dell' chiridio di Epitteto e dei Morali d'Isocrate.
Inoltre negli ultimi 16 mesi di sua vita, ottenne straordinari dalla famiglia per 135 scudi (L. 726,30) complessivamente. E il 20 giugno 1835 riscosse L. 240 tratte sul Bunsen.
Con queste rendite, e convivendo in famiglia, della quale ogni membro dovette mettere un terzo di spesa, Giacomo Leopardi contribuì per la parte che gli spettava alle proprie spese; perchè, negli 85 mesi passati ultimamente fuori di casa, Egli ebbe un'entrata mensile media di L. 104,60. Leopardi dunque visse del suo (Ribella, 356).
Quanto a medici e medicine, si pensi, che lo stato de' neurastenioi non ammette cure radicali, ma solo particolari riguardi continuati. Del resto, salvo poche eccezioni, Egli godette a Napoli un relativo benessere, come lo dimostrò col suo comporre cose nuove.
Quindi, provato ora che verso questo figliuolo la sua famiglia adempì il suo dovere, resta a spiegarsi la colpa del sodale nell'avere affermata cosa non vera; molto più che avea riscosso le cambiali, che hanno del Leopardi la sola firma e sono scritte di mano del Ranieri e tratte a suo favore (Piergili, Nuovi documenti, LI).