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Ne va dimenticato l'esimio giureconsulto Giuseppe Ferrigni, cognato del Ranieri, il quale, oltre ospitarlo in casa a Napoli facendogli molto onore, lo invitava al Teatro del Fondo nel suo palco, e perfino lo volle nella sua villa.
Il 4 maggio del 1835, finalmente il Ranieri potè avere la casa tanto desiderata a Capodimonte, nel Rione Stella, che avea due finestre nella Via Santa Teresa degli Scalzi (Ridella, 511) e l'ingresso nell'opposto Vico Pero n. 2. E fu presa a mese, per aver agio di partire quando fosse loro stato comodo, senza scapito d'interesse.
Era questo un bel sogno avverato! Perchè la posizione saluberrima, la vicinanza d'uno zio paterno di Antonio, la possibilità di avere per questo Paolina con loro, sodisfaceva a tutte le più belle previsioni. Difatti l'ambito apostolato di quella nobile giovane, dopo un certo po' di tempo e un certo po' di garbo, divenne un fatto compiuto, e potè durare fino alla morte del Poeta che ora, più di prima, si adagiava in mezzo a tanta affettuosità.
In quella, un ottimo cuoco, tutto cuore per giunta, Pasquale Ignarra, amico di casa Ranieri, si aggiunse nell'ufficio di famigliare per ogni bisogna. E anch'e-gli vi rimase fino all'ultimo; giacché morì a Portici di cholera, un mese dopo del Leopardi.
2. — Non ostante l'assegno di casa e gli straordinari non pochi, Giacomo trovossi in bisogno di denaro, forse anche perchè truffato da gente di mal affare; e si valse delle cordiali profferte del Bunsen, permettendosi di trarre, il 20 giugno 1835, quella cambiale di 12 luigi al l'indirizzo di lui, col proposito dichiarato di restituirglieli appena avesse potuto. Il buon prussiano estinso volentieri la tratta, e il 25 settembre ne fu ringraziato.
E a proposito del vanto, monato dal Ranieri, d'a-