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Per la storia di un'anima
Biografia di Giacomo Leopardi
Ciro Annovi
S. Lapi Tipografo Editore Città di Castello, 1898, pagine 232

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   no di Antonio. Il Margaris passava la seconda metà della giornata con loro, parlando di greco, di roba antica e di tutto quello che potea supporre piacesse all'ospite. Il quale, nel suo stato, godeva di sentirsi confortare a quel modo.
   Sicché con la compagnia di Antonio Margaris e qualche volta dello zio Ranieri, con il contatto di qualche straniero e le attenzioni di Antonio e Paolina, quella primavera del 1835 trascorse con buona sodisfazione dell'ospite.
   Ed a proposito di stranieri, è a notarsi che il Leopardi contrasse a Napoli nobili amicizie, quali col filologo Enrico Guglielmo Schulz, che tradusse in tedesco i suoi Canti, e col poeta elegiaco tedesco, conte Augusto Platon. (Ridella, 228).
   Sulla quale circostanza scrisse il Zumbini : Un solo fra gli stranieri contemporanei parve comprendere la grandezza poetica del nostro Italiano ; e questi fu il Platon, di cui lo Schulz ci narra quanta fosse l'ammirazione e l'amore al Leopardi, legatosi a lui a Napoli d'intima amicizia. Ed io ci credo volentieri, considerando e la cognizione squisita che il Platon ebbe della lingua e delle cose italiane, e la grande somiglianza ch'era tra lui e il Leopardi: i quali, entrambi poeti e ammiratori della civiltà e dell'arte antica, entrambi temperati da natura a quella eccessiva idealità che si tira dietro inevitabilmente il dolore, entrambi sdegnosi delle sorti delle loro nobili patrie, doveano poi somigliarsi fino all'estremo, perchè pari di Gtftj 8; breve intervallo di tempo, morivano nello stesso Mezzogiorno d'Italia, lontani dalle loro case,, (B. Zumbini, Saggi critici, 49).
   Quindi, aggiungendo a tutti, il Troya, il Poerio, il Puoti coi suoi migliori discepoli e gli amici e parenti del Ranieri; si capisce che avea modo d'intrattenersi in ottima e variata compagnia.