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Per la storia di un'anima
Biografia di Giacomo Leopardi
Ciro Annovi
S. Lapi Tipografo Editore Città di Castello, 1898, pagine 232

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   tera n. 779); e quell'amore avea durato due anni, cioè dalla primavera del 1831 all'altra del 1833.
   S' aggiunga, l'Antologia soppressa, il Colletta morto, il Giordani cacciato, gli altri amici usciti o banditi ; il Governo granducale, fattosi sospettoso e austriacamente inquisitorio. Finito dunque il bel tempo fiorentino. Ecco perchè anche a Giacomo il Governo avea negato il permesso per lo Spettatore. Per ciò, e tutto che a Lui fosse più agevole vivere a Firenze che a Napoli, e il soggiorno di Napoli fosse meno confortato che in Toscana, anche per la maggior lontananza dalla propria famiglia; per l'amore verso Antonio Ranieri, e nella speranza che quel clima lo potesse ristorare, accondiscese a partire coli' amico per quella metropoli. Partiva fisicamente finito, e viveva per ricordare la vita come una sciagura, da cui oramai si credeva, per fortuna, liberato.
   Deciso il giorno, e salutati gli amici, pensò, da buon figliuolo, di partecipare la cosa al padre (1° settembre 1833), non senza promettergli, che sarebbe tornato a riabbracciarlo, appena si fosse rimesso in salute.
   E in che poteva mai aver più fede un uomo, ridotto in cosi disperate condizioni? Eppure ancora confidò nell'amore de' suoi e del suo sodale !
   Finalmente, essendosi rinfrescata la stagione, ai 2 di settembre, con tutta la febbre addosso, per non aspettare di peggio, i due amici mossero per Napoli a piccole tappe. Fra le soste, ne fecero una a Perugia, dove Giacomo lasciò la febbre. E pervennero a Roma in buone condizioni, anzi direi migliori di quelle di Firenze. Ivi si trattennero per riposarsi, tutto il rimanente del mese. Da Roma Egli scrisse al padre, d'aver guadagnato molto, eccetto negli occhi, e di avere intenzione di venirlo a visitare a primavera. E il 30 settembre gli amici proseguirono il viaggio. Nel capitolo XIX del Sodalizio, il Ranieri fa merito alla sua Paolina