Stai consultando: 'Per la storia di un'anima Biografia di Giacomo Leopardi', Ciro Annovi

   

Pagina (213/243)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (213/243)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Per la storia di un'anima
Biografia di Giacomo Leopardi
Ciro Annovi
S. Lapi Tipografo Editore Città di Castello, 1898, pagine 232

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   - 203 --
   permetteva il leggere e lo scrivere. Una lettera al De Sinner, cominciata nel gennaio 1833, la finì il 18 aprile (II, 512).
   3. — E il Ranieri dov'era ? Ritornata la Pelzet a Firenze, e crescendo in lui l'amore verso di lei, la segui nell'estate 1832 a Bologna, come avea fatto l'ottobre precedente a Roma.
   Partito da Firenze alla metà del luglio 1832, per andare, dicea, a Napoli a fruire dell'amnistia ; avea preso la via di Bologna, promettendosi, per le Marche, d'arrivare a Napoli. Alla metà d'agosto, era ancora a Bologna, sempre occupato in quel suo amore (Lett. di Giacomo alla Fanny, 16 agosto 1832). E si deliziò della visione della regina del suo cuore, la quale recitava all'Arena dei Sole prima, e poi al Teatro del Corso, fino a mozzo ottobre (II, 498 nota).
   Ma siccome la Diva era coniugata, e quindi nel-l'impossibilità di conciliare sua virtù con questo affetto illecito; il Ranieri dovette smettere e desistere dopo due anni di furente passione (Ridella, 19).
   Questi particolari sono degni di nota, in quanto servono a correggere l'asserzione del preteso settennio di sodalizio. Da questi sette anni, vanno sottratte le interruzioni che vanno dal 7 ottobre al 10 novembre del 1830 : la state del 1832 sino alla primavera del 1833, cioè dal 15 luglio 1832 al 20 aprile 1833. Perchè alla metà d'ottobre del 1832, il Ranieri proseguì per Napoli, dove rimase in famiglia fino al 20 di aprile 1833.
   Quando il Ranieri si mosse da Bologna, la corriera postale lo condusse fino su a Rocanati, dove, sceso di carrozza, s'imbattè e parlò col conte Monaldo. Invano la cortesia di questo vecchio gli offri di fermarsi e riposare alcun poco in casa sua (Lett. di Paolina alla lìriglicnti, 24 ottobro 1832); che, non trattenendosi la