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Per la storia di un'anima
Biografia di Giacomo Leopardi
Ciro Annovi
S. Lapi Tipografo Editore Città di Castello, 1898, pagine 232

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Roma, costandogli la rovina delle finanze, lo avrebbe ridotto a mal partito.
   4. — Provvisto del necessario, e trovando. 1* invernata assai mite, avea passato il decembre, il gennaio e metà del febbraio 1832 in buone condizioni di salute e d'animo. Ora si dedicò a stringere più intimi e .confidenziali i vincoli d'amicizia con quel Bunsen, che non avea fino ad ora nemmeno visitato, intento com' era stato a rappresentare la parte di malato, quand'era altrimenti. Raccomandogli pertanto il Ranieri, perchè, per mezzo del Rappresentante di Prussia a Napoli, gli avesse facilitato il modo d'avere il passaporto, con cui fosse potuto andare a riveder la famiglia e tornarsene a Firenze con lui (II, 467, 68).
   Per iscusarsi con quel Diplomatico di non essersi fatto vivo cho tardi, l'assicurò, che nella permanenza di 5 mesi nella capitale, non era mai uscito di casa e poche volte dal letto. Ma perchè ciò dicesse, s' è già visto.
   Verso la fine di febbraio, e più precisamente il 26, cadde di nuovo nelle sue vere indisposizioni; e non potè uscir di casa prima del 16 marzo, cioè per 19 giorni continui (II, 466).
   Seppe dal Vieusseux che, il 27 dicembre 1831, l'Accademia della Crusca lo aveva eletto a socio corrispondente e se ne compiacque altamente (II, 457).
   Ma, sentendosi tornate le forze e col permesso del medico, il 17 marzo potè partire per la Toscana col-l'amico.
   Di là avrebbe chiesto alla famiglia i mezzi per il proprio mantenimento, affine di stabilirsi a Firenze, o si decise a metter ad effetto il proposito appena giunse a destino.
   Dopo sei giorni di buon viaggio, i sodali il 22 marzo toccarono la mèta; e, come di solito, Giacomo, cambiata