Capitolo XVIII. L'amore fiorentino (li Giacomo Leopardi
Sommario: 1. Fanny Targioni-Tozzefcti.—2. I sodali a lìoma. — 3. I Dialoghetti del conte Monaldo. — 4. La salute di Giacomo. — 5. Egli creditore dell'amico. — 6. Domanda alla famiglia l'assegno. — 7. Il Ranieri parte per Napoli.
1. — La fiorentina Fanny Targioni-Tozzetti, nata Ronchivecchi, di due anni più giovane del Nostro, cólta, sovranamente bella o gentile, apriva casa sua (situata in via Ghibellina) al fiore dei letterati. Il Recanatese, l'anno 1830, poco appresso la sua venuta a Firenze, invitato, vi si recò e, com'è da supporre, concepì tosto per lei quel senso di piacere, simpatia, meraviglia, che, se non è amore, è tirocinio e incubazione d'amore____
Un giorno di primavera dell' anno 1831, Leopardi, che alle prime cure della dolce stagione si sentiva insolitamente rivivere del corpo e dello spirito, andò a vederla. La Fanny che quei giorni, nell'elegante volumetto dianzi pubblicato dal Piatti, aveva letto i Canti del Recanatese, e appreso in essi la mente e il cuore di un insigne poeta, tocca anche di pietà per l'infelicità e la gran modestia del poveretto, gli comparve innanzi piena di dolcezza e di grazie femmini-