Stai consultando: 'Per la storia di un'anima Biografia di Giacomo Leopardi', Ciro Annovi

   

Pagina (198/243)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (198/243)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Per la storia di un'anima
Biografia di Giacomo Leopardi
Ciro Annovi
S. Lapi Tipografo Editore Città di Castello, 1898, pagine 232

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   — 188 —
   vecchia Antologia ; forse per non fidarsi; o per l'lina o per l'altra ragione, chiese ed ottenne dal padre, dopo breve renitenza, di rimanere fuori.
   4. — Il malato adesso, venuta la primavera, soffriva meno del solito, perchè l'inverno era stato mite ; e la sua musa gli dettò quel Pensiero dominante, col quale significò il desiderio d'amore rimasto alla povera anima sua come un fantasma, solo per addolorarlo.
   Finalmente d'aprile potè sciogliere 1' obbligo verso gli amici, col pubblicare i suoi Canti. Preso da un sentimento di viva gratitudine, diresse loro questa lettera, datata 15 dicembre 1830, che stampò in fronte al volume, a modo di Prefazione, dal titolo : Agli amici di Toscana (Canti del conte Giacomo Leopardi, Firenze, per Guglielmo Piatti, 1831).
   Amici cari, sia dedicato a voi questo libro, dove io cercava, coinè si cerca spesso colla poesia, di con- sacrare il mio dolore, e col quale al presente (nè pos- so già dirlo senza lagrime) prendo comiato dalle let- tere e dagli studi. Sperai che questi studi avreb- bero sostentata la mia vecchiezza, e credetti colla perdita di tutti gli altri piaceri, di tutti gli altri be-u ni della fanciullezza e della gioventù, avere acqui- stato un bene che da nessuna forza, da nessuna sven- tura mi fosse tolto. Ma io non aveva appena ven- t'anni, quando da quella infermità di nervi e di vi-u scere, che privandomi della mia vita, non mi dà spe- ranza della morte, quel mio solo bene mi fu ridotto a meno che a mezzo ; poi due anni prima dei trenta, mi è stato tolto del tutto : e credo oramai per sem- pre. Ben sapete che queste medesime carte io non ho potuto leggere, e per emendarle m'è convenuto servirmi degli occhi e della mano d'altri. Non mi so più dolere, miei cari amici; e la coscienza che ho della grandezza della mia infelicità, non com-