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ro a Parigi traboccar la misura : e i biografi del Ranieri fanno trovar presente Antonio alle celebri giornate di luglio, 27-28-29 del 1830, quando fu proclamato re di Francia Luigi Filippo, capo del ramo de' Borboni il più prossimo a quello che ne veniva escluso. Anzi il Brandes aggiunge che a Parigi il Ranieri rimase ferito; ma non pare provato.
Egli invece, preso da passione d'amore per la celebre attrice Maddalena Pelzet-Signorini, la seguì a Genova, a Roma. Nè, per l'alta virtù di questa donna, è a credere che questa relazione passasse i limiti d'una stretta amicizia e adorazione.
La Pelzet era in gran fama di bellezza e d'arte ; nè sdegnava i cortigiani a titolo di vanità. Il Ranieri, bello, biondo, alto e formoso giovane, di maniere gentilissime, di cuor buono e facilissimo ad accendersi per tutto ciò che gli paresse bello ed onorevole: d'ingegno aperto e destro, di fino accorgimento (Ridella, 12), ne fu preso sì ardentemente, da sentirne disperata passione.
Per tutte queste sue qualità, accadde che, quando nel settembre del 1830 rivide il Leopardi a Firenze e lo trovò accorato di dover tornare a finire i suoi giorni a Recanati ; gli propose di unirsi in sodalizio, stretti dal più forte vincolo d'amicizia. Accettò il Nostro ; e da quella sera pattuì di convivere fino alla morte con Antonio Ranieri.
Nel dicembre del 1830 la sua salute era più tollerabile del solito (II, 403), com'era sempre nelle stagioni medie temperate. Sicché, quando la Pelzet andò a Roma, il Ranieri avea potuto lasciarlo, per seguirla liberamente. Anzi si era fatto fare un biglietto di raccomandazione pel cav. Visconti. E il sodale, in data 7 ottobre, lo aveva presentato a quel chiarissimo archeologo come suo amicissimo, giovane di