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Per la storia di un'anima
Biografia di Giacomo Leopardi
Ciro Annovi
S. Lapi Tipografo Editore Città di Castello, 1898, pagine 232

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 185 —
   poli, 1862, voi. IV, pag. 94) fa fedo che il 26 sottombro fu diramata una circolare, nella quale s'intimava ai funzionari di essere rigorosissimi contro chiunque non si fosse mostrato favorevole al Governo.
   Per queste ragioni, Antonio Ranieri, nel 1826, eb-bo dal padre il permesso e i mezzi di emigrare a Roma (Ridella, 12-13).
   Là conobbe il Troya, un avanzo della rivoluzione del 1820, e con lui visitò antichi monasteri, per rovistarvi gli archivi. Da Roma, coll'amico passò a Bologna, indi a Firenze, dove, sotto il pacifico governo di Leopoldo II, vivevano in libera quiete il Borelli, i due Poerio, il Colletta, e il Pepe, frequentando nel gabinetto Vieusseux la compagnia del Giordani, del Tommasèo, del Montani, del Capponi, del Niccolini e di altri.
   Il 29 giugno 1827 il Ranieri conobbe la prima volta a Firenze il Leopardi, col quale allora però non strinse amicizia intima.
   L'anno seguente 1828, ebbe il dolore di ricevere la prima notizia del suo esilio, nel momento che chiedeva a Firenze il suo passaporto per volare a rivedere sua madre moribonda, che poi mori (Lettera cit. del Leopardi, 1832). Poscia viaggiò in Isvizzera, in Francia e in Inghilterra. Anzi fu nella primavera del 1830 (Ridella, pag. 9), che a Londra conobbe il conte Giovanni Arrivabene, e con lui visitò gli ospizi di quella metropoli, dai quali ebbe la prima idea del suo romanzo Ginevra o l'Orfanella della Nunziata.
   Intanto i liberali italiani erano entrati in rapporti segreti con un comitato sorto in Francia per diffondere le idee liberali in Europa e riuscire a fondare una lega di Stati costituzionali latini, nella qual Ioga era entrato il duca d'Orleans, Luigi Filippo. Nel luglio, alcuno ordinanze antiliberali di Carlo X foce-