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petto lo molestava. Il 9 giugno era dalla locanda passato a dozzina in casa di Emmanuele Repetti; e quantunque i padroni gli si mostrassero cordialissimi, per aver trovato però il quartiere troppo sbattuto dal vento, il letto incomodo, la cucina poco buona e, quel ch'era peggio, sette ragazzi inquietissimi e le campane della vicina torre, pensò di cambiar casa (II, 389).
Verso la fine del mese, migliorato in salute (Lettera n. 658) restituiva adagio adagio le visite, e frequentava fino alle 11 di sera la conversazione Vieusseux. Fra giorno, era quasi sempre col Colletta che gli abitava vicino. A luglio scrisse il Manifesto de' suoi Canti e lo mandò per la Marca. E quando in agosto ricadde malato, fu visitato anche da Alessandro Poerio. Questi, stando nella villa Puccini presso Pistoia, aveva già raccomandato al padre suo di invitare il Leopardi a casa, e per lo meno trattenervelo pel 10 agosto ; perchè, ricorrendo la festa di S. Lorenzo, sarebbe stato stordito dalle campane della prossima chiesa. Per gl'inconvenienti già accennati, verso la fine di agosto, andò in via de' Banchi, ultimo uscio a manca di chi va alla Piazza di Santa Maria Novella, primo piano (II, 396). Ma le quattro campane della vicina chiesa, che per molte ore della giornata e la sera stessa gli rompevano la testa, lo indussero a ricercar le sue donne Busdraghi nel quartiere in Via del Fosso, n. 401, piano primo, dove definitivamente si trasferi (Lett. a Paolina, 9 settembre 1830). Scrive il Piergili (Nuovi Doc., Introduzione, XXIV): — Il 23 ottobre 1830, a Firenze, un giovane straniero gli era stato presentato da Giampietro Vieusseux, verso le 2 pom., nel piccolo quartiere dove erasi trasferito. Si chiamava Luigi De Sinner, d'origine svizzera, che, preso a Tubinga il grado di Dottore in Filosofia, s'era da due anni stabilito a Parigi, inteso com'era alle Lettere greche, nelle