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Per la storia di un'anima
Biografia di Giacomo Leopardi
Ciro Annovi
S. Lapi Tipografo Editore Città di Castello, 1898, pagine 232

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 172 —
   pesse nulla. Quando egli tornò a Recanati, trovò Carlo, il secondogenito, sposo della contessa Paolina Maz-zagalli, sua cugina in primo grado.
   Questo matrimonio, compiuto non ostante la contrarietà della contessa Adelaide, fu e riusci una vera unione d'amore. Ne nacquero due figliuole, una delle quali toccò gli undici anni ed era un portento d'ingegno precoce. Ma venne la morte a rapirle una dopo l'altra; e la povera madre loro se ne addolorò tanto, che le segui a breve distanza nella tomba.
   Carlo, che aveva ricevuto dalla famiglia un acconto di rendita e che aveva visto i genitori suoi acconciarsi, loro malgrado, al suo fatto compiuto, cercò allora distrazione al dolore in un pubblico ufficio. Il 25 gennaio del 1842, ottenne dal Governo pontificio la carica di Direttore della Posta in Ancona (Diario di Monaldo), dove si trasferì definitivamente.
   Egli che già, per malinconia profonda, per egoismo esagerato, non era molto trattabile, divenne insocievole e misantropo. Certo quelle disgrazie contribuirono a rendere vieppiù stravagante il suo carattere ; ma è pur troppo vero che fu, come Giacomo, pessimista, senza però che la dottrina dell'assoluta nullità umana gli spirasse quell'amore pe' suoi simili, che sentiva il Cantore della Ginestra (Piergili, Nuovi Documenti, Vili). Mortogli il padre, si mostrò disamorato con la madre ed avaro oltre ogni credere. Per economia, si faceva quotidianamente offrire la colazione dalla cognata e una pietanza pel pranzo dalla sorella (Patrizi, 75).
   Poi gli avvenne di innamorarsi della istitutrice di Casa Carradori, Teresa Teja vedova Pautas ch'ei, sessantenne, conobbe essendo a villeggiare a Recanati. E, avendo lasciato l'ufficio di Direttore della Posta nel maggio 1853 (Piergili, Lett., pag. IX, nota la), otto