il romanticismo e il presente
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fìa del mondo che soddisfaccia alla coscienza teoretica, all' estetica, alla creazione estetica, al sentimento religioso e alla coscienza immediata nata dagli istinti.
Lo stesso rapporto abbiamo con gli artisti romantici e potremmo costruire un'analoga relazione fra loro e Goethe.
La grandezza di Goethe è posta, prima di tutto, in ciò che egli possedeva la forza di un'altissima intuizione e che con ciò riesciva nello stesso tempo mistico e profeta. Per quel che riguarda l'intensità della visione e la produzione plastica, Goethe è rimasto irraggiungibile come Kant in quanto a logica. Perfino un Eichendorff che per ciò gli stava più da presso non potrebbe essere ragionevolmente misurato con lui. Ma i romantici hanno approfondito di più l'elemento mistico e visionario per quanto non 1' abbiano nobilitato esteticamente. Goethe era sempre naturalista anche quando era elleno, ma era sempre elleno perfino nello spontaneo straripare geniale delle sue opere giovanili. Così egli non lascia mai che gli affetti raggiungano il punto di ebollizione ed aspetta l'equilibrio delle figure anche in mezzo all'uragano degli elementi scatenati. La eterna bellezza delle sue creazioni è qui fondata da una parte, ma certamente mostra essere limitato nella sua psicologia e nel suo profondo sguardo tragico. All'inaudita potenza degli istinti e delle passioni profonde non ha mai saputo dar corso con misura come Shakespeare e per ciò con tutti i profondi motivi tragici non è nei particolari un grande drammatico.
Quel che Goethe non potè svolgere l'ha potuto compiere il romanticismo. Perse questo, è vero, la costruzione classica, l'armonia e la simmetria, ma seppe approfondire infinitamente i vari motivi psichici ed estetici e per il primo coltivò con stile grandioso quella piccola arte analitica e psicologica la cui eredità è stata