Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

Pagina (300/435)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (300/435)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   266
   leonardo
   stro stesso aveva sviluppata soltanto con lineamenti indecisi. Hegel ha compreso l'uomo come un puro essere ragionevole ed ha avuto di mira una forma razionale del mondo. Schleiermacher ha misurato le profondità della coscienza religiosa che presso Kant minacciava di perdere il suo carattere personale. Schopenhauer ha, contro questo uomo riflessivo e teorizzante, accentuato la origi-narietà degli istinti e come un esercito li ha riuniti nella sua trascendentale volontà così innaturalmente spiritualizzata. Nessuno ha raggiunto la grandezza del maestro e l'ideale della verità. Mentre ognuno sviluppava un lato di Kant e lo lasciava più chiaro, liberato dagli altri elementi e come escito da una cristallizzazione, per noi il sistema del pensiero, difficile e intrattabile, è diventato una ricca sorgente di possibilità fruttuose e creative. E prima di tutto l'immediato problema che poteva renderci evidente la personalità umana. Certamente quello che costituisce il germe della nostra personalità non è affatto compiuto e non lo sarà forse neppure mai ; ma almeno siamo sulla via della coscienza. Fichte dovè procedere poiché la morale era soltanto una categoria fra le altre ; e in un essere puramente morale non potremmo riconoscere un nostro simile. Si dica lo stesso di Schei ling poiché l'universo è più che uno spettacolo estetico, più di una creazione estetica e l'uomo non v'entra per esservi spettatore e artista. Ma anche in Hegel possiamo conoscere i limiti di una concezione la quale pretenderebbe ridurre l'uomo a una tritonalità dialettica di un accordato apparecchio concettuale. E così tutti i filosofi romantici ingannano più o meno unilateralmente e dogmaticamente. Ma con ciò ci insegnarono a comprendere il nostro essere e il nostro destino meglio che se avessero sostenuto un superficiale eclettismo. Noi dovremo cercare la sintesi sistematica di tutti gli elementi che essi isolarono gli uni dagli altri, e costruire una filoso-