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Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

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a cura di Federico Adamoli

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   schermaglie
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   fregarsi di molte cose, potranno compiere qualche impresa comparabile a quelle dei grandi consoli, dei grandi imperatori e dei grandi pontefici.
   G. F.
   I piccoli maldicenti.
   Non odio a priori la maldicenza e i maldicenti. La critica è la maldicenza stampata — il Pessimismo è la maldicenza messa in sistema ed io sono in certe ore critico e ih certe ore pessimista.
   Odio però la maldicenza in piccolo — la maldicenza privata, da salotto, da caffè, pettegola, astiosa, invidiosa, comaresca e mulesca. Odio, cioè, la maldicenza com' è coltivata dalle donne e dai letterati. In un mio recente giro a Roma e a Napoli, durante il quale ho conosciuto in media cinque o sei letterati al giorno, ho visto e sentito quanta parte abbia la maldicenza nella vita dai cosiddetti intellettuali. Avendo occasione di parlare con loro ad uno ad uno ho fatto una tal raccolta di condanne reciproche, di malignità scambievoli, di insinuazioni cooperative che la bocca m'è restata amara fino ad oggi. Tutti questi giovini e giovinetti che cominciano a scrivere o a scribacchiare in segreto o in pubblico non si preoccupano che di parlar male dei loro amici e anche dei loro nemici e di sapere cosa dicono gli altri di loro. Quando li vedi insieme sembrano fratelli ; presi separatamente sono degli scorticatori.
   Io faccio, meno che posso, il moralista e il predicatore ma vorrei dire un bel giorno a tutti codesti giovini affamati di gloria che stanno mordicchiandosi fra loro : Perchè non spendete la vostra energia per essere più degli altri invece che per dire che gli altri sono da meno di voi ?
   G. F.
   L'abdicazione.
   Da pochi giorni ammiro moltissimo il Prof. Marchetti, insegnante di filosofia al R. Liceo di Modica. Non ha inventato un sistema nuovo, non ha salvato la patria ma ha fatto qualcosa di più eroico e di più raro : ha riconosciuto la propria inutilità. Rispondendo al questionario della Commissione reale per la Riforma delle Scuole Medie egli, solo fra tutti, ha proposto l'abolizione delle cattedre di filosofia nei licei.
   Mentre i suoi colleghi difendono cinicamente, in nome dei diritti dello spirito, i bisogni del proprio ventre, egli ha ricono-