Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

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Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   276 leonardo
   potrà cambiare ancora, i suoi principi hanno subito dei mutamenti ma fino a che punto son possibili altri cambiamenti e mutamenti?
   Ciò che i modernisti vogliono far assimilare dalla Chiesa mi sembra troppo e troppo diverso dal resto : la democrazia, la critica, l'indipendenza, l'evoluzione ! Perchè non voler riconoscere che codeste cose saranno bellissime e desiderabilissime ma son troppo disformi da tutto lo spirito del cattolicismo ? Perchè non volersi accorgere che con codesti principi si può fare una nuova chiesa protestante, ma non si può rifare la Chiesa cattolica ? Non bisogna troppo contare sull'elasticità e la plasticità della Chiesa. Sarà elastica ma non fino al punto di farsi spezzare. Perchè voler rimanere attaccati al nome di cattolici quando i modernisti, in fondo, non sono che una nuova varietà di protestanti e di protestanti molto rivoluzionari ?
   In conclusione lo spettacolo che essi offrono agli spiriti che li seguono in disparte è ben singolare. Da una parte un gruppo di gesuiti e di spagnuoli che crede ancora al potere efficace delle parole pontificie — dall'altra parte un esercito giovanile di ribelli intelligenti che vuol restare in un vecchio palazzo di cui vorrebbe cambiare lo stile, l'architettura, l'arredamento e la topografia. I primi dovrebbero provocare uno scisma definitivo, e i secondi dovrebbero farsi addirittura una casa nuova e così arriverebbero all'unico punto di accordo possibile tra loro : la necessità di separarsi.
   G. F.
   Carducci è solo.
   Di tre o quattro letterati italiani si è scritto e si scrive che sono u discepoli del Carducci ». Questo avviene manifestamente o per loro sciocca presunzione o per soverchia benignità altrui. Giosuè Carducci non ha avuto discepoli e non ne ha. Egli è uno dei più celebri uomini d'Italia e uno dè'più soli.
   Son passati via coloro che si credettero esser carducciani col far stampare in elzeviri della roba qualunque verseggiata in metri barbari e passeranno quegli altri che sono stati o stanno intorno al maestro per commentarlo, per difenderlo, o per fargli le biografie. Ma non c'è stato nè c'è nessuno che appaia suo discepolo nel senso di vicino e di continuatore. Il Carducci, per quanto nazionalista sia stato, è, per un certo verso, poco nazionale, vale a