Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

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Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   274 leonardo
   L' ho detto anch'io... !
   Del senno del poi sono arcipieni parecchi signori che van commentando con un lusso inaudito d'audacia la nostra Coltura Italiana. Dopo aver fatto di tutto per stare e far stare zitti, sono stati tirati*a qualche allusione, e finalmente, con un crescendo di coraggio veramente sbalorditivo per chi li conosce, costretti perfino a citare quel libro e a pronunziare i nostri terribili nomi e cognomi. Il punto più comico di questa continua diminuzione di paura^ è stato raggiunto da alcuni, che avendo ancor fresca sulle natiche l'impronta della suola dei nostri stivali, si sono voltati dicendoci con un po'di dispetto: « Si accomodino pure, ma sfondano porte aperte, giacché, salvo la chiarezza, salvo i nomi, salvo il donchisciottismo (traduci con : coraggio), eran cose che s'eran dette anche noi ». Bravi ! e chi pretendeva dir cose tutte nuove ? il nuovo e l'importante era di dirle veramente, cioè chiare e nette, in modo che facessero un certo effetto, e di collegarle con uno stato d'animo generale che desse un' impronta al libro : uno stato d'indignazione e di disprezzo, che avesse altre sorgenti che non l'interesse professionale o l'inginocchiamento davanti alle idee del tempo.
   Le parole che ci ha dedicate p. e. il reverendo padre Ermenegildo Pistelli nel podagroso Mareocco (29 lugli® 1906) tradotte per bene, non significano che questo : « Siamo eguali in fatto di intelligenza dei mali intellettuali italiani — ma noi abbiamo paura e i signori della Coltura Italiana hanno coraggio ».
   Io prendo atto di questa confessione, ma non mi sento punto disposto ad ammettere quella comunanza che il reverendo padre Pistelli cerca di stabilire — giocando con i biasimi e le lodi — fra lui e noi. Il reverendo padre- Pistelli invece di fare il prete fa il classicista ; stampa delle edizioni critiche di Giamblico, ma non è un mistico e non sembra apprezzare molto i mistici, se non dal lato grammaticale e paleografico ; è un fautore della Scuola Classica e parteggia per quel ridicolo aumento della burocrazia intellettuale che sarebbe il « professore di storia dell'arte ».
   Mi pare che le differenze siano nette. È un vero peccato che oggi i preti, quando non sono stupidi, invece di occuparsi delle cose dell'anima e di far della teologia (che i laici trascurano), pensino tanto o agli studi biblici — o al socialismo cristiano — o peggio all'erudizione classica con l'aggravante della vanagloria letteraria e della fama fra le piccole cricche dell'alto insegnamento