schermaglie
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Io non voglio punto occuparmi di codeste questioni di famiglia : che la lettura sia pubblica o privata, che appartenga alla Società Dantesca o all' Università, che sia lettura o commento orale, restano tutte le accuse eh' io facevo ai dantisti. La malattia può acquistare nuove croste ma durerà.
Dante — non sarà male ripetersi — è troppo grande peri nostri letterati i quali non sanno farne che delle fettuccine di rettorica o delle schede di erudizione. Dante, che vide e viaggiò un mondo tanto più grande del nostro mondo e giudicò, come Dio, gli uomini del passato e del presente, non deve esser mostrato, come una fiera ingabbiata, dai frati, dai conti, dai professori, dagli sgobboni, dai poeti immaturi o già guasti dinanzi a un pubblico di specialisti, di vecchie, di signorine e di relativi signorini. Tutta codesta gente, lettori e pazienti, non capirà della Commedia altro che la lettera e gli effetti se ne vedono purtroppo. Una Italia che sentisse davvero Dante non sarebbe così mediocre pigra e vile com' è.
Se ci saranno degli spiriti capaci d' intendere il poema di Dante lo leggeranno e spiegheranno da sè e coi libri senza bisogno che qualche dozzina di omini o di omaccioni vestiti di nero vadano a fare mostra di sè e di un canto della Commedia nella gran sala di Orsanmichele.
Questo dissi e ripeto dopo le baruffe dei dantisti. Son queste le cose che il Padre Pistelli chiama « donchisciottate » il conte Passerini « sgarberie » e il senatore D'Ancona « sguaiataggini ». Ma sentano bene codeste serie persone : quando mi sento in vena di fare il Don Chisciotte, lo sgarbato e lo sguaiato a codesta maniera e per difendere il più grande dei miei concittadini contro gli scrittarelli e i periodetti dei retori-eruditi e degli eruditi-retori, mi viene addosso una contentezza matta e son disposto a vendere Sancio Panza, l'asino suo, la garbatezza e il galateo per una frusta di più.
Del resto posso ben esser lieto dell'opera mia. Il Passerini s'è fatto mio imitatore, il Padre Pistelli ci tiene ad essere mio precursore e il Prof. D'Ancona mi dà in fondo ragione quando sostiene che Dante è aristocratico e non è fatto per essere spiegato a tutti e da tutti. Se sopprimeranno la Lectura Dantis tanto meglio per la dignità italiana e tanto peggio per la Società Dantesca alla quale verrà a mancare il provento delle sedie a nolo.
Sarebbe un, bel resultato per « due ragazzi presuntuosi e insolenti. » Non è vero, senatore e professore D'Ancona?
G. F.