noi tutti abbiamo promesso
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pini e di castagni, sui promontori di roccie che si avanzano in mezzo alle valli ove anche i fiumi son morti.
Nella solitudine io sento più facilmente le voci che mi chiamano. Ogni rumore del mondo è un richiamo, un segnale che ci chiama al lavoro. Quando mi destano le campane che suonano a stormo nella notte, quando sento il tintinnio dei branchi di capre, quando ascolto il fischio grave del vento io provo un pazzo bisogno di correre, di scuotermi, di slanciarmi, di fare ciò che il suono mi comanda.
Ma quando mi sono alzato in piedi ed ho teso l'orecchio non so cosa debbo fare. Io non so, non so ancora, non riesco a sapere ciò che ho promesso 1 E il tormento ricomincia e 1' anima torna a rodersi con nuova amarezza, e così scorre la mia vita, inutile come l'acqua pigra di un fosso, presso un mulino caduto.
Che ciascuno di voi, o fratelli che amo, cerchi di ricordare la sua promessa!
Forse questo io promisi a qualcuno : di farvi ricordare le promesse vostre ! E se ciò avverrà sian benedette le lacrime che vide questa mia solitudine.
Giovanni Papini.