Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

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Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   noi tutti abbiamo promesso
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   come un periodo di inerte attesa o di tediosa preparazione. Io sentivo che non ero nato per la vita di tutti i giorni e di tutti gli uomini. Qualcosa doveva esser compiuto da me che non poteva esser compiuto da altri.
   Ed ora io so perchè sentivo tutto questo. Io so perchè la mia vita rassomigliava a una pausa senza significato.
   Io ho promesso — ho fatto a qualcuno una grande promessa e debbo mantenerla. Ma come posso io mantenerla se non ricordo quale fosse questa promessa, se non rammento a chi l'ho giurata ? Quando è accaduto questo fatto così importante e misterioso della mia vita? Forse in un sogno dimenticato, forse in un momento in cui la mia coscienza abituale era sparita, forse in un'- altra vita, in una vita eh' io ho vissuto innanzi a questa e di cui non ho che il confuso presentimento ?
   Io non so rispondere e nessuno sa rispondere. Ho interrogato tutti gli uomini che sono intorno a me, tutti gli uomini che ho conosciuti e anche coloro che avrei potuti conoscere a tutti hanno riso alla mia domanda e mi hanno detto che non avevo mai fatta a loro nessuna promessa.
   Ho cercato penosamente di risalire il fiume della memoria, di ritrovare ad una ad una le mie azioni, le mie parole, le mie vicende, fino alla fanciullezza, fino alla nascita, per scoprire qualche indizio di questa promessa inadempiuta eh' io sento gravare sulla mia vita come la minaccia di una pena sempre/innovata.
   E non ho trovato nulla, non ho scoperto nulla! Nella vita eh' io conosco, nel mondo che ho abitato, non trovo nessuna traccia di questa promessa. E per questo mi rodo, e mi tormento, e fuggo la compagnia di coloro che amo e di coloro che mi amano. Io voglio sapere cosa debbo fare, cosa ho promesso di fare, cosa è necessario eh' io faccia I Altrimenti la mia vita a che giova ? Sono io venuto nel mondo per riempire il mio ventre, per muovere le mie gambe, per compiacermi del