Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

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Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Noi tatti abbiamo promesso!
   Non chiamatemi presso di voi, o fratelli che amo. Lasciate eh' io resti solo, sempre più solo. Non vi meravigliate s' io non fuggo soltanto gli altri uomini ma voi pure, o fratelli che amo. Ogni giorno io cerco più lontane solitudini e le vostre voci mi giungono come le preghiere di una processione che passa giù nella valle, al di là del fiume.
   Non mi tormentate più oltre. Lasciate che la mia anima roda sè stessa senza che i vostri occhi vedano il mio corpo. Voi non saprete ciò che rode la mia anima e anche se lo dicessi non potreste salvarla neppure voi, o fratelli che tanto amo ! Neppure le vostre voci così care potrebbero rispondere al mio dolore.
   Io potrei chiedervi soltanto : C* è uno fra voi a cui abbia, in un giorno dimenticato, fatta una grande promessa ?
   E voi cosa potreste dirmi ? Io so bene che non promisi niente a nessuno di voi. Non promisi neanche di amarvi, eppure vi amo già così tanto, o fratelli che ob-bandono oggi sulla strada piena di sole !
   Niente promisi a nessuno di voi, eppure io ho promesso qualcosa a qualcuno ! Questo è il nuovo tormento che ha riempito di ombra la mia anima.
   Io ho promesso qualcosa a qualcuno !
   Quale cosa ho promessa ? A chi 1' ho promessa ? Io non so, non ricordo, non indovino. Ma io sento che questo è accaduto e eh' io sarò condannato se la promessa non sarà compiuta I
   Già da molti anni avevo il sentore di questo impegno oscuro verso qualche essere oscuro. Mi sembrava che la mia vita fosse qualcosa di inutile e di vano,