Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

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Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   di una rinnegazione volontaria della teorica volontarista delle credenze e di un conseguente ritorno alla filosofia.
   Prendendo la prima via egli ha il vantaggio di condurre fino alle estreme conseguenze il più straodinario esperimento metafisico che sia stato mai tentato, toccando quando che sia il fondo stesso delle cose. Prendendo lo seconda via egli può farsi guidare da due diversi motivi : o egli riconosce di aver errato in qualche punto della sua teoria volontarista della credenza, in modo da dover procedere ad una revisione della propria analisi, oppure, senza riconoscere niente, si riabbandona volontariamente all' impulso che lo trasporta di nuovo dalla riva della morte alla riva delia vita, dalla sponda post-romantica alla sponda classica.
   Il ponte gettato sulla corrente che divide le due sponde si chiama romanticismo, ed egli dovrà ripassarlo, rievocando in sè l'ideale individuale per preparare il ritorno definitivo dell' ideale assoluto.
   Esaminiamo rapidamente queste due scelte.
   Fase vedantina.
   La prima strada ci conduce ad una fase metafisica che già fu vissuta dall' India antica e che trovò la sua espressione intellettuale nel sistema vedanta. Per uno strano ricorso storico, l'attività speculativa degli Aryas ritorna al suo punto di partenza, e risuscita per vie imprevedute una delle più grandiose avventure spirituali del passato.
   La filosofia vedanta enuncia chiaramente che 1' esistenza del mondo è relativa alla nostra credenza in essa. Afcwias la mentalità concreta ed induttiva dove le trac-cie delle percezioni si raccolgono, si aggrovigliano e si trasformano in semi di credenze, Manas è il Deus-cx-viachina di questa enorme fantasmagoria cosmica. Noi siamo immersi nel sogno metafisico che ci fà credere alla realtà del mondo, siamo anzi un attimo di quel sogno — e rimaniamo in tale stato solo per