Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

Pagina (247/435)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (247/435)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   1 problemi della scienza
   217
   A tale riconoscimento 1' Enriques è stato condotto naturalmente dal metodo da lui seguito nell'analisi della distinzione tra « realtà » e « illusione », metodo che consiste nell'esaminare e ben determinare quali sono i procedimenti che impieghiamo, sia nelle ricerche scientifiche sia nella pratica della vita ordinaria, per decidere le questioni o i dubbi che ci si presentino a proposito dell'esistenza o non esistenza di qualche determinato oggetto.
   Alla sua conclusione, però, che la credenza alla realtà d' un dato oggetto coincida con 1' attesa di certe sensazioni in condizioni dipendenti (« più o meno ») dalla nostra volontà, si potrebbe muovere l'obbiezione, che, sotto questa definizione rientrano non solo i casi di credenza alla realtà ma anche quelli di credenza alla non realtà di un dato oggetto, in quanto anche queste ultime credenze, per avere un senso, devono poter essere tradotte in termini di previsione e di aspettativa (l'aspettativa per es. che il movimento d'un nostro membro potrà effettuarsi in una certa direzione con perfetta libertà nonostante l'ostacolo apparente ecc.). Da ciò si conclude, non certo che l'analisi dell' Enriques manchi di valore o di esattezza, ma piuttosto che essa non è solamente un'analisi della nostra credenza a qualche cosa di « reale», ma anche un' analisi delle nostre credenze di qualunque specie, in quanto esse abbiano « significato », e in quanto siano « realmente delle credenze e non delle vuote formule verbali.
   Non so fino a che punto 1' Enriques accetterebbe la tesi — caratteristica dei pragmatisti — che il significato di qualsiasi affermazione consiste e può consistere soltanto nelle aspettative che avremmo (o in quelle che cesseremmo di avere) se l'accettassimo per vera. Il punto della sua esposizione nel quale egli viene a toccare più da vicino quesfo soggetto è quello in cui egli -discute la opinione, espressa dal Poincaré (molto posteriormente al Peirce), che due diverse teorie devono essere riguardate come equivalenti quando non vi sia differenza assegnabile tra i fatti che l'una e l'altra porta a far prevedere.