i problemi della scienza
F. Enriques. — I problemi della scienza. — Bologna,
Zanichelli, 1906.
Il presente volume dell'Enriques appartiene a quella classe di pubblicazioni che, come quelle ad esempio del Poincaré e del Duhem, del Milhaud, del Leroy in Francia, del Mach, del Petzold, del Volkmann in Germania, del Jevons, del Clifford, del Pearson in Inghilterra, uniscono al carattere di opere di volgarizzazione l'altro, apparentemente opposto, di opere dirette a richiamare l'attenzione degli scienziati e degli specialisti sui lati meno volgari della loro speciale attività scientifica, e a reagire contro la tendenza sempre maggiore di questa a deprimersi, per effetto della divisione del lavoro, al livello di un automatismo semi-cosciente poco diverso da quello rappresentato dall' attività di un operaio che prepari sempre gli stessi pezzi di una macchina, del cui modo di funzionare, o dei cui scopi, egli può anche non avere alcuna idea.
Pel fatto di prefiggersi, nello stesso tempo, l'esame della portata filosofica delle più recenti teorie e ipotesi scientifiche, e la determinazione del contenuto « positivo » e concreto delle formule in cui esse trovano espressione, e pel fatto di concepire questi due scopi non solo come connessi ma in certo modo come coincidenti, 1' opera dell' Enriques si riattacca anche intimamente a quel nuovo indirizzo di studi filosofici che, qualunque sia il nome adottato per esso — lo si chiami « positivismo critico », come quasi vorrebbe l'Enriques, o « pragmatismo » come altri preferirebbero, o comunque altrimenti, purché ci si intenda e, sopratutto, purché non ci si fraintenda, — tende a far assumere al pensiero contemporaneo