la voci'.'
207
farmi. Io non avrei mai saputo, senza te, di potere spendere tanto, per tanto ottenere. Il mio corpo è tuo — la tua opera è mia. Accetto ».
Da quel giorno — sono ormai passati più di quindici lunghi anni — la mia voce cominciò a crescere, nutrendosi di me ; ogni giorno che cresceva, e più esigente più imperiosa più temibile si faceva per me e per gli altri. Ogni giorno succhiava il mio corpo e trapassava la mia anima ; ogni giorno si faceva più grande e più vorace. Quanto costa una voce, una voce come la mia 1 Più mi costava e più ne ero orgoglioso. Diventò più forte e più precisa ; il mormorio che solo io ero capace di intendere, si fece sentire anche agli uomini ; furono prima dei piccoli sibili, dei leggieri ghighi, delle eco di scherno ; i sibili si fecero fischi, i ghigni divennero riso, le eco di scherno si mutarono in parodie ; e vennero poi dei gemiti lenti, dei lamenti soffocati, dei singulti repressi, dei lunghi dialoghi di pianto ; e sopra salirono delle note più acute, degli urli da forsennato, degli inauditi latrati di rabbia ; e la voce si ingrandiva, si esercitava, si moltiplicava, acquistava mille toni e si apriva mille bocche; escivano dal suo organo lente cantilene per cullare anime in amaca, monotone grida da merciaiolo ambulante, ninne nanne da fanciullo, requiem e messe solenni da cattedrale, sinfonie per cui sarebbero occorsi i cori d'una nazione e gli anfiteatri di una regione, uragani di invettive, simoun di disprezzo seppellitore, tempeste sradicatrici, e intermezzi leggeri come garotte di Rameau, insinuanti come minuetti di fìocche-rini, casti come preludi di Bach.
E gli uomini spauriti ai primi fischi, sentirono la melanconia dei singulti, si sbigottirono alle urla, e si compiacquero e si riposarono con le ninne-nanne. La voce li attirava e li seduceva ; sognavano altre vite che non la vita comune, nutrivano altri desideri che non i soliti, osavano separarsi dalle cose che credevano più necessarie e procacciarsene altre che avevan sempre