LA VOCE
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narratori di favolettc carine, alcuni tessitori di ritmi facili, alcuni incatenatori di ariette ingegnose, che. non pigliandosela troppo dall'alto con me, ottengono in breve il mio sigillo ; sono i miei buffoni e i miei araldi e non voglio fare loro troppo difficile la vita. Ma per gli altri! Se siete degli altri, come pare, seguite il mio consiglio : « Una persona per bene deve uccider la voce — e se non può, che la mascheri ».
Cosi dicendo mi congedava mentre dall'alto di una seggiola l'arricciato c profumato cignale grugniva di soddisfazione. E quando per ricordare il datore dell'aureo consiglio chiesi il suo nome, mi rispose con modestia: « Ah signore ! credeva che aveste capito che io non ho nome. Io sono anonimo. Però mi chiamano ordinariamente La Terza Persona e sono amministratore dei beni della casa « ('osi si dice, così si usa, così si fa ».
Ma oramai la. voce aveva preso troppo impero su me coi suoi piaceri perchè potessi rinunciare; ogni sera mi chiedeva il piacere di condurmi in viaggio, o di raccontarmi una favola, o di farsi impresaria di qualche secolare scenografia. La mattina quando mi svegliavo mi pareva di aver vissuto una vita doppia ed ero così stanco escendo dal letto come gli uomini la sera quando vi entrano. Tutta la giornata poi mi pareva insipida, e il mondo senza colore ; il sole con la sua monocrona violenza della raggiera non mi sapeva parlare le mille sfumature del sogno, e la sera egli era troppo attore nella sua immutevole agonia ; gli uomini mi parevano libri senza segreto, da gabinetto di lettura, aperti e da tutti leggibili.
La voce continuava a parlarmi della nostra unione futura; e mi diceva: ¦« Sono appena un germe, ma vedrai la mia fioritura ; non ti sarò più una cosa straniera, e in certi momenti tu crederai di esser tu stesso il creatore delle cose che io immaginerò ; produrremo delle maree di bellezza, dei flussi inconcepibili di mistero, degli assalti furiosi di ironia ; nessun castello sarà così