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la voce
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è la vita, e che finché la si possiede si ignora e appena si vuole conoscere si perde ? »
La bambola si fece rossa rossa in volto, s'impettì, s'avanzò come per parlare, lasciò escire due o tre sillabe mozzicate — poi s' udi dentro lei un rumore di ruote e di molle rotte, le gambe piegarono e cadde a rovescio all'indietro. Il fabbricante aveva certo dimenticato la valvola delle emozioni. Per la seconda volta la sfinge precipitò nell'abisso.
E un altro Edipo s' avviò verso il suo destino portando non più una spada ma una intelligenza mortale.
La voce continuando con le sue visioni e con le pressioni, volli, prima di decidermi, chiedere consiglio all' Uomo Pratico. L' Uomo Pratico abitava, in una via centralissima, un mezzanino ammobiliato senza troppo lusso ; nella sua stanza di consultazione v'erano molte c^rte e parecchi libri, e sopra la poltrona sua un'oleografia rappresentante la vittoria della Pazienza sul Genio figurata nell'apologo della Tartuca e della Lepre ; di faccia un busto del Buon Senso, con le sembianze di Alessandro Manzoni. Accanto all'Uomo Pratico vidi un piccolo cin-ghialino bianco, con le setole bene arricciate da un parrucchiere e profumate d'acqua di Colonia ; la spirale ottimista del suo codino compiva magistralmente la sua persona grassoccia ; la sua aria era grave, seria, estremamente « per bene ».
Quando ebbi esposto il mio caso, l'Uomo Pratico tirò i baifi, tossì parcamente e disse con decenza ; « Caro Signore, il vostro caso è men che nuovo, ed è precisamente a me che dovevate rivolgervi, appunto perchè non è nuovo, e il mio ufficio è di risolvere tutti i casi vecchi, e di ridurre quanto è possibile i casi nuovi ai vecchi, e di nascondere quanto è possibile i casi nuovi che non si lascian ridurre ai vecchi. Quanto ai vostro, state tranquillo è vecchio, arciripetuto, antichissimo. E una disgrazia che capita a molti, e se non temessi le esagerazioni, oserei dire a quasi tutti. Sono moltissimi co-