Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

Pagina (232/435)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (232/435)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   202
   leonardo
   duto che con una voce ventriloqua da fonografo mi ha detto : « Signore, siate il benvenuto in questa sala : sono ormai già mille e tredici coloro che sono entrati qui senza uscirne e spero che non sarete più fortunato di loro e che mi avrete portato la vostra cara e dolce anima (che il Signore le dia lunga vita) affinchè non rimanga truffata come le altre mille e tredici volte, quando ho cercato nei cuori dei vostri compagni l'unica molla che manchi alla mia perfetta esistenza. Voi capite, caro Signore, come io sia veramente spiacente di darvi questo piccolo incomodo e di dovere fugare nel vostro cuoricino per prendere questo pezzo essenziale in prestito per una — oh per una sola eternità. Debbo avvertirvi però che potete sfuggire a questa indagine se scioglierete un enigma, semplicissimo di fronte alle cose che vi hanno insegnato e spiegato. Io sono, come voi ben capite, la sfinge moderna, e come vedete ho cambiato dai favolosi tempi in cui Eschilo mi vide, le mie mode; mi sono fatta più graziosa, più leggera, più carina. Però non dubitate che malgrado il mio sorriso gentile e il mio bocchino indulgente posseggo un piccolissimo bisturi sufficiente per l'operazione accennata. E siccome son restata donna e impaziente, orsù, ecco 1'enigma : « Qual'è quell'enigma che mentre si possiede si ignora, e quando lo si conosce si perde? »
   Io provai qualche minuto di sconforto ; tutto ciò era così barocco e castico che non capivo più nulla; solo vedevo il singolare chirurgo armarsi tranquillamente d'un piccolo bisturi e sentivo benissimo con quale meccanica energia me lo avrebbe piantato nel petto per cercarvi quel che non c' era ; — essa non sapeva, l'ignara, che noi uomini moderni abbiamo 1' anima nella testa, non più nel cuore come ai tempi di Eschilo.
   La voce mi venne in soccorso da buon suggeritore, e allora risposi : « Bisogna dire, signor ladro d' anime di nuove specie, che i mille e tredici miei precursori su questo cammino fossero singolarmente sprovvisti di intelligenza e d'esperienza. Chi non sa che il nostro enigma