Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

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Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

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a cura di Federico Adamoli

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   198
   leonardo
   gio inutile, — è sempre viva dappertutto. Confrontate un discorso o una lettera di un anglosassone con quella di un italiano e vedrete quante più parole e più bugie ci sono in quel che scrive quest' ultimo. Invece di andar dritti al fine, e colle parole appropriate ed espressive, noi giriamo attorno all' argomento, lo involtiamo nelle locuzioni tradizionali, lo lardelliamo d'ipocrisie e lo ricopriamo coi fogliolini dorati del così detto « bello stile ». Siamo, per nostra vergogna, insieme agli spagnuoli, i migliori artisti del belletto letterario.
   E ci fosse soltanto la rettorica delle immagini! C'è, purtroppo, anche la rettorica dei concetti ed. è, quasi sempre, la filosofia. Ci sono di quelli che si divertono seriamente a combinare insieme delle frasi senza significato, ma ben congegnate e piene di parole grandi e grosse, col pretesto di risolvere problemi che non esistono. Contro codesta rettorica concettuale bisogna combattere come contro quell' altra e in questa guerra ci sarà di buon alleato il Pragmatismo, così nemico di tutti i discorsi vuoti e dei problemi illusori.
   Poche parole, precise, chiare, sincere e che dicano qualche cosa ; ecco ciò eh' io tento di ottenere da me e dagli altri. Scegliamo di essere semplici ed energici villani, invece che ipocriti e cascanti parolai.
   Cerchiamo i problemi terribili !
   E queste non son questioni di parole o di letteratura. La sincerità è a noi necessaria come il coraggio. La sincerità è una forma del coraggio. Noi ne abbiamo bisogno per la più grande delle nostre imprese : per la scoperta dei nostri segreti interni, della nostra sorte, dei nostri fini e per la salita ai monti più alti della meditazione. Noi conosciamo poco la nostra anima e non pensiamo abbastanza a noi stessi, non al me piccoletto che cerca l'impiego o la moglie, ma al grande me che non è più di questa casa e di questa città, ma pensa e