Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

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Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   campagna per il forzato risveglio 197
   tica del raccoglimento ». Che cosa abbia raccolto da questo raccoglimento non si vede bene, ma è chiaro che il popolo italiano s'è dato all'umiltà, alla modestia, alla paura, alla rassegnazione con una buona volontà spaventosa. Se un ministro vuol conquistare un pezzetto di terra lontana, si grida alla megalomania — se un poeta vuol arrivare a crearsi con l'immagine un mondo più lussuoso di quello esistente, si grida al superuomo — se un apostolo vuol ricordare ai suoi concittadini che c'è qualcosa di meglio da fare che leggere i fatti di cronaca davanti ad un gelato si grida al Don Chisciotte ! E in tutto è cosi. In politica ci siamo fatti sconfiggere per timidezza, — negli affari abbiamo ottenuto il pareggio a forza di economie esagerate — nella vita comune abbiamo un timore inverosimile del grandioso, del pazzamente ed assurdamente grandioso e un rispetto beghinesco degli scopi misurati e degli ideali a breve scadenza. Ma bisogna che tutto ciò cambi e che 1' amore del rischio, della ventura, dello sbaraglio, della carica a fondo, dei sogni enormi e dei programmi eterni entri nell'anima di una parte dei giovani d'Italia. Solo a questo patto noi potremo fondare la nuova civiltà italica ; il secondo Rinascimento degli spiriti.
   Ogni rettorica deve morire
   Un' altra qualità degli italiani eh' io voglio fare sparire è l'amore esagerato delle parole inutili. L'Italiano, anche colto, è ciarliero più che attivo. Quando scrive o parla ama i periodi larghi, i ritornelli sonori, le metafore complicate, le circonlocuzioni inutili, i riempitivi ornamentali, i complimenti per convenzione, le promesse tanto per dire, i problemi inesistenti. Invece di dire delle cose e di dirle in breve, come sono e come stanno, senza fronzoli, senza contorni, senza guarnizioni, il buon italiano dice spesso delle pure frasi o dice delle cose con soverchia fronda di trofei e di gonfiature. La rettorica — cioè la non sincerità e lo sfog-