Stai consultando: 'Leonardo Rivista d'idee', Anno 1906

   

Pagina (151/435)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (151/435)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Leonardo
Rivista d'idee

1906, pagine 390

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   LA CONCEZIONE DELLA COSCIENZA
   133
   rietà, nella quale soggetto e oggetto, pensiero e realtà si fondono e acquistano un'omogeneità perfetta, connettendo in modo che ogni vario rapporto che sembrava esistere fra di loro è assolutamente scomparso.
   L'ipotesi d'una distinzione radicale e permanente tra un soggetto che conosce e un' oggetto conosciuto, non sembra richiesta che dal bisogno di spiegare il rapporto intimo e precipuo che lega fra di loro le parti di quell'oggetto. L'esperienza — la conoscenza — è allora come il prodotto di una combinazione estremamente variabile di parti e gruppi di parti di quell'oggetto, che entrano si può dire così, in relazioni mutuali fra loro, talora esattamente determinabili, come nel caso di fenomeni fisici, talaltra meno, come nel caso di fenomeni psichici. 11 contenuto della coscienza risulta sempre da tutta l'esperienza nella sua totalità, allo stesso modo che una somma è la riunione di più oggetti o gruppi d'oggetti d' una stessa specie, cioè d' una medesima realtà, qualunque sia il rapporto che possano sostenere mutualmente fra di loro. La conoscenza v' interviene giusto nella proporzione di quel rapporto, come resultato di esperienze o relazioni intermedie, ciascuna delle quali presenta una speciale caratteristica e può distinguersi da un' altra. Rapporto e suoi membri, tutto si trova nella coscienza allo stesso titolo, fuso, compenetrato, indistinto ; la coscienza è l'esperienza medesima, o meglio la realtà stessa concepita unica e indifferenziabile. La coscienza del volgare, come la Conscicuce o la Bcwusstsciu o Bcivusstheit del filosofo, appartengono dunque a una concezione errata, suggerita da una distinzione clic si trova noli' ordine pratico superficiale dei fatti, ma che non corrisponde alla realtà e si dissolve in un'analisi diligente dell'esperienza.
   Si fa capo, come si vede, e W. James è sollecito a prevenircene, a un certo monismo vago e indefinito, che Per quanto rudimentale si riconnette singolarmente a quel pseudo-monismo scientifico e afilosofico, a nostro vedere non del tutto spinosista, che il James è d'accordo