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la. sapienza del popolo
non mai da una codarda superbia. Se giriam lo> sguardo fuor di noi stessi, ci accorgiam tosto quante cose ci mancano per poter insuperbire. L'uomo di genio è povero; il ricco non è nobile; il nobile non è ricco p vorrebbe esserlo ; il' re vorrebbe esser» tiranno o Dio. E non pertanto chi solo fu Dio in terra si fece l'ultimo fra gli uomini, fondando la divina umiltà del cristianesimo. ;
Lo stolto che sogna esser grande dovrebbe prima dimenticare che è uomo. Chi si battezza savio s'intitola matto e non mai &' intende l'uom saggio e perfetto se non ha di sè stesso umil concetto.
CASA MIA, MAMMA MIA.
Questo proverbio affettuoso accoppia teneramente le due cose più care all' uomo e sta a significare che l'uomo si tien sicuro in casa sua come 11 bambino con la mamma, e che la casa è cara come la madre. Ha equivalenti di molti e teneri tutti in tutte le lingue quali sarebbero i nostri: Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia —• Casa mia donna mia, pane e aglio vita mia — Casa sua, vita sua — A ogni uccello suo nido è bello — Legami mani e piei e gettami fra miei, ecc.; in tedesco: Oriente ed occidente, il meglio è casa sua Chi ha la sua casa poco gli manca — Lontan da casa sua> vicino a qualche disgrazia, ecc.; in inglese: La mia casa è il mio castello — Casa è una cara parola — La casa è sempre casa per umil che la sia, ecc. ; in spagnuolo : Il fumo di casa mia vai più del fuoco di casa altrui ; in francese : Ciascuno è re in casa sua — Il gallo è re nel suo letamaio.
Quest' ultimo proverbio, disceso dai romani e citato da Seneca (Gallus in suo sterquilinio plurimum po-test), ed il suo corrispondente medievico : Gallus